Ecco perché le donne sentono (e parlano) di più

Martedì, 12 Settembre 2017

In ascolto vince Venere. Anche quando si parla di udito, infatti, donne e uomini sembrano venire da due pianeti differenti. Gli studi scientifici rivelano come in generale le donne abbiamo un udito migliore, in particolare alle frequenze del parlato (circa 1.000 Hertz): mentre negli uomini il calo uditivo inizia prima, circa a 30 anni, nelle donne prevalgono alcuni effetti protettivi ormonali fino ai 50 anni. Il migliore udito femminile potrebbe in parte spiegare anche le maggiori doti linguistiche e di apprendimento delle donne.

 

 

 

“La perdita di udito – spiega Eliana Cristofari, responsabile della Struttura Dipartimentale di Audiovestibologia dell'ospedale Macchi, ASST Settelaghi di Varese – colpisce in misura maggiore gli uomini. Infatti, gli studi a disposizione ci dicono che le donne hanno una soglia uditiva superiore, in generale, alle frequenze del parlato. Questo dato si spiega, in parte, con l’azione ormonale che protegge le donne fino ai 50 anni e con la maggiore esposizione al rumore degli uomini nelle attività ludiche e lavorative. Dopo i 50 anni le differenze uditive di genere si riducono, ma gli uomini restano significativamente più colpiti dalla presbiacusia, cioè la diminuzione dell’udito legata all’avanzare dell’età”.

“Al di là del genere, l’udito di ogni persona – continua la dottoressa Cristofari – presenta caratteristiche specifiche che, in caso di calo uditivo, dopo un’accurata diagnosi, vanno considerate nella scelta della soluzione più adatta. Grazie alla tecnologia di ultima generazione, gli apparecchi acustici di oggi possono essere tarati sulle esigenze di ciascun individuo, restituendo la capacità di relazionarsi con gli altri, migliorando la qualità di vita e riducendo inoltre il rischio di isolamento”.

Nonostante le diverse capacità uditive, donne e uomini concordano sull’importanza dell’ascolto in una relazione di successo. Infatti, secondo un’indagine promossa da Amplifon, l’ascolto è uno dei pilastri del rapporto di coppia per 7 italiani su 10, secondo solo al sentimento (82%) e ritenuto più importante addirittura della sessualità (48%). I maggiori ostacoli al dialogo – che manca in 1 coppia italiana su 2 – sono il multitasking per il 27% del campione, seguito dal poco tempo a disposizione per stare insieme (17%) e dall’esigenza di concentrarsi sulle proprie cose (16%). Anche le distrazioni da cellulare (10%) e la ridotta capacità uditiva (6%) sono tra i principali freni al dialogo di coppia.

Autore

Sperelli

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