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ROCHE ANNUNCIA I RISULTATI PRELIMINARI POSITIVI OTTENUTI CON EMICIZUMAB SU BAMBINI CON EMOFILIA A

Giovedì, 20 Aprile 2017

Roche (SIX: RO, ROG; OTCQX: RHHBY) ha annunciato i risultati preliminari ottenuti nello studio di fase III HAVEN 2, volto a valutare la profilassi con emicizumab in bambini di età inferiore a 12 anni con emofilia A e inibitori del fattore VIII. In occasione di quest’analisi ad interim condotta dopo una mediana di 12 settimane di trattamento, la profilassi con emicizumab ha evidenziato una riduzione clinicamente rilevante del numero di sanguinamenti nel tempo. Tali risultati sono coerenti con quelli ottenuti nello studio di fase III HAVEN 1 condotto su adulti e adolescenti (di età uguale o superiore a 12 anni) con emofilia A e inibitori del fattore VIII, nel quale la profilassi con emicizumab ha evidenziato una riduzione statisticamente significativa e clinicamente rilevante del numero di sanguinamenti nel tempo, rispetto sia a nessuna profilassi sia a una precedente profilassi con agenti bypassanti. Gli eventi avversi più comuni osservati con emicizumab nello studio HAVEN 2 sono state delle reazioni in corrispondenza della sede di iniezione e delle rinofaringiti.

 

“La gestione dell’emofilia A con inibitori del fattore VIII è particolarmente complessa sia per i bambini sia per i relativi caregiver, in quanto il sanguinamento è difficile da controllare e i trattamenti attualmente disponibili richiedono frequenti infusioni endovenose”, ha dichiarato Sandra Horning, MD, Chief Medical Officer e Head of Global Product Development.  “Ci conforta osservare che la profilassi con emicizumab, somministrato una volta a settimana per via sottocutanea, abbia evidenziato una riduzione clinicamente rilevante del numero di sanguinamenti nei bambini nel tempo. A pochi giorni dalla Giornata mondiale dell’emofilia, siamo lieti di condividere questi risultati con la comunità”.

 

HAVEN 2 è il secondo studio di fase III del programma di sviluppo clinico di emicizumab di cui vengono resi noti i risultati. I dati ricavati dallo studio HAVEN 1 e quelli ad interim ottenuti nello studio HAVEN 2 verranno presentati in occasione di un imminente convegno medico e saranno sottomessi alle autorità regolatorie per consentirne la valutazione dell’approvazione.

 

In questo momento sono in corso altri due studi di fase III su emicizumab:

  • HAVEN 3, volto a valutare la profilassi con emicizumab somministrato una volta a settimana o a settimane alterne in soggetti di età uguale o superiore a 12 anni con emofilia A e senza inibitori del fattore VIII.
  • HAVEN 4, volto a valutare la profilassi con emicizumab somministrato ogni quattro settimane in soggetti di età uguale o superiore a 12 anni con emofilia A con o senza inibitori del fattore VIII.

 

Il programma di sviluppo di emicizumab riflette l’impegno profuso da Roche per contribuire a soddisfare esigenze cliniche insoddisfatte nel trattamento dell’emofilia A.

 

Lo studio HAVEN 2 (NCT02795767)

HAVEN 2 è uno studio di fase III multicentrico, in aperto e a braccio singolo volto a valutare l’efficacia, la sicurezza e la farmacocinetica della somministrazione sottocutanea di emicizumab una volta a settimana. L’analisi ad interim condotta dopo una mediana di 12 settimane di trattamento, ha incluso 19 bambini di età inferiore a 12 anni con emofilia A e inibitori del fattore VIII che necessitano di terapia con agenti bypassanti. Gli obiettivi dello studio consistono nel valutare il numero di sanguinamenti nel tempo in corso di profilassi con emicizumab, nonché la sicurezza, la farmacocinetica, la qualità della vita correlata alla salute (HRQoL) e l’HRQoL riferita dai caregiver, inclusi gli aspetti relativi al carico assistenziale. Lo studio arruolerà complessivamente 60 bambini e l’analisi finale è pianificata dopo 52 settimane di trattamento con emicizumab.

 

Lo studio HAVEN 1 (NCT02622321)

HAVEN 1 è uno studio di fase III randomizzato, multicentrico e in aperto volto a valutare l’efficacia, la sicurezza e la farmacocinetica della profilassi con emicizumab rispetto a nessuna profilassi, nei soggetti con emofilia A e inibitori del fattore VIII. Lo studio ha incluso 109 pazienti affetti da emofilia A (di età uguale o superiore a 12 anni) con inibitori del fattore VIII, precedentemente sottoposti a terapia episodica o profilattica a base di agenti bypassanti. I pazienti precedentemente sottoposti a terapia episodica con agenti bypassanti sono stati randomizzati in rapporto 2:1 al trattamento profilattico con emicizumab (Braccio A) o a nessuna profilassi (Braccio B). Ai pazienti precedentemente sottoposti a terapia profilattica con agenti bypassanti è stato somministrato il trattamento profilattico con emicizumab (Braccio C).

Il trattamento episodico, con agenti bypassanti, dei sanguinamenti insorti in corso di studio era previsto dal protocollo. L’endpoint primario dello studio è il numero di sanguinamenti nel tempo con la profilassi a base di emicizumab (Braccio A) rispetto a nessuna profilassi (Braccio B). Gli endpoint secondari comprendono il tasso complessivo di tutti i sanguinamenti, il tasso di sanguinamenti articolari, tasso di sanguinamenti spontanei, il tasso di sanguinamenti a carico delle articolazioni bersaglio, la qualità della vita correlata alla salute (HRQoL)/condizioni di salute, il confronto intra-paziente rispetto al tasso di sanguinamenti riscontrati durante il precedente regime profilattico con agenti bypassanti (Braccio C) e la sicurezza. Come segnalato in precedenza, lo studio ha evidenziato una riduzione statisticamente significativa del numero di sanguinamenti nel tempo nei soggetti trattati con emicizumab in profilassi, rispetto ai soggetti che non hanno ricevuto alcun trattamento di profilassi. Lo studio ha inoltre raggiunto tutti gli endpoint secondari, ivi compresa una riduzione statisticamente significativa del numero di sanguinamenti nel tempo con la terapia di profilassi con emicizumab, nell’ambito di un confronto intra-paziente in quei soggetti precedentemente sottoposti a trattamento profilattico con agenti bypassanti. Gli eventi avversi più comuni osservati con emicizumab sono state le reazioni in corrispondenza della sede di iniezione, in linea con gli studi precedenti.

 

Emicizumab (ACE910)

Emicizumab è un anticorpo monoclonale bispecifico sperimentale ideato per unire i fattori IXa e X, che sono le proteine necessarie per attivare la naturale cascata della coagulazione e ripristinare il processo di coagulazione del sangue. Emicizumab può essere somministrato sotto forma di soluzione pronta all’uso da iniettare al di sotto della pelle (per via sottocutanea) una volta a settimana. Emicizumab è studiato nell’ambito di studi registrativi di fase III condotti su soggetti di età uguale o superiore a 12 anni, con e senza inibitori del fattore VIII, e in bambini di età inferiore a 12 anni con inibitori del fattore VIII. Altre sperimentazioni stanno valutando regimi posologici con una minore frequenza di somministrazione. Il programma di sviluppo clinico sta valutando la sicurezza e l’efficacia di emicizumab, nonché la sua potenzialità di contribuire a superare le attuali sfide di natura clinica, quali la breve durata degli effetti dei trattamenti esistenti, lo sviluppo di inibitori del fattore VIII e la necessità di frequente accesso venoso. Emicizumab è stato creato da Chugai Pharmaceutical Co., Ltd. ed è sviluppato congiuntamente da Chugai, Roche e Genentech.

 

 

L’emofilia A

L’emofilia A è una grave patologia ereditaria caratterizzata da un’insufficienza della coagulazione, che determina sanguinamenti incontrollati e spesso spontanei. L’emofilia A interessa circa 320.000 persone in tutto il mondo, di cui il 50-60% presenta una forma grave della malattia. Le persone affette da emofilia A soffrono della mancanza, totale o parziale, di una proteina della coagulazione denominata “fattore VIII”. Nei soggetti sani, in caso di sanguinamento, il fattore VIII agisce da cofattore per i fattori della coagulazione IXa e X, determinando un passaggio fondamentale per la coagulazione del sangue e quindi l’interruzione del sanguinamento. A seconda della gravità della patologia, le persone affette da emofilia A possono manifestare sanguinamenti frequenti, soprattutto a livello delle articolazioni o dei muscoli.1

Questi sanguinamenti possono costituire motivo di forte preoccupazione per la salute, in quanto causano spesso dolore e possono comportare gonfiore cronico, deformità, mobilità ridotta e danno articolare a lungo termine. Oltre a influire sulla qualità della vita della persona,[v] tali sanguinamenti, nel caso in cui interessino organi vitali come il cervello, possono rivelarsi potenzialmente letali.Una grave complicanza del trattamento è rappresentata dallo sviluppo di inibitori verso le terapie sostitutive del fattore VIII.Gli inibitori sono anticorpi sviluppati dal sistema immunitario dell’organismo che si legano al prodotto sostitutivo del fattore VIII e ne bloccano l’efficacia,rendendo difficile, se non impossibile, ottenere un livello di fattore VIII sufficiente a controllare il sanguinamento.

 Ufficio Stampa: Roche S.p.a

Autore

Antonella

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