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Ipoacusia: l’impatto medico sociale e psicologico

Mercoledì, 07 Novembre 2018

 

Se ne parlerà lunedi 12 Novembre a Palazzo Morando a Milano

Sentire bene vuol dire vivere e condividere pienamente ogni momento della propria vita professionale sociale e famigliare. La capacità di comunicare, condividere e socializzare tra gli individui è strettamente correlata alla capacità uditiva. Ne deriva che una diminuzione dell’udito, detta anche ipoacusia, determina molteplici disagi e difficoltà nella vita di tutti i giorni. Il problema in Italia è di portata rilevante,  in quanto circa 8 milioni di persone, accusano deficit uditivi. (Fonte OMS). E’ attorno ai  50 anni d’età che generalmente insorgono  i primi problemi di presbiacusia precoce.  Superati i 65 anni d’età, i problemi a carico dell’udito,  diventano più frequenti e importanti.  Ma ancora oggi il 70% delle persone affette  da perdite uditive non è trattata. Questo il dato più preoccupante emerso all’ultimo Congresso Fia (Federazione Italiana Audioprotesisti) conclusosi da pochi giorni a Rimini. “Ignorare un tale problema significa rinunciare ad aspetti molto rilevanti legati sia alle performances professionali che alla qualità della propria vita interiore ed anche di relazione- sottolinea il dottor Marco Cicotti psicologo e psicoterapeuta con esperienza in questo ambito- e le ricadute psicologiche sono rilevanti. Stress, stanchezza, ansia, tristezza, e isolamento sociale sono i sintomi che si evidenziano frequentemente in caso di perdita dell’udito ed affrontare adeguatamente il problema consente ad ogni persona di recuperare la capacità di comunicare, l'autostima e la gioia di vivere”. Il primo passo verso una soluzione del problema è quello di sottoporsi ad una  visita specialistica per una diagnosi corretta e per cercare un modo di alleviare i sintomi tipici dell'ipoacusia. Se nel bambino è fondamentale la diagnosi precoce, nella popolazione adulta investire nelle soluzioni acustiche è la scelta giusta per evitare l'isolamento psicologico e sociale, decadimento cognitivo  e ridurre così il rischio di demenza.  Grazie a una serie di test, l’audioprotesista su prescrizione medica,  è lo specialista in grado di trovare ed adattare la giusta soluzione.  “L’audioprotesista è  una figura professionale che si forma tecnicamente dopo aver conseguito una laurea triennale – ha spiegato Corrado Canovi,  segretario Nazionale dell’associazione Audiprotesisti Italiani al congresso di Rimini-  e che in Italia conta ben 22 sedi universitarie. Il ruolo dell’audioprotesista – ha proseguito il segretario nazionale dell’associazione-  è quello di prendere in carico i soggetti ipoacusici che in Italia negli oversessantacinquenni  rappresentano un terzo della popolazione”.  “In Italia il 97% delle persone che indossano apparecchi acustici,  dichiara  che, la qualità della propria vita  è migliorata, ed il 72% asserisce che –col senno di poi- li avrebbe dovuti utilizzare prima. A sottolinearlo -durante uno dei più seguiti workshop del congresso di Rimini - è stata  Barbara Zancan,  Ceo di Sivantos Italia,  azienda multinazionale,  pioniera  delle soluzioni per l’udito, che dal congresso di Rimini ha evidenziato  dal palco importanti dati sull’incidenza di un problema, che ha importanti ricadute psicosociali e legate al decadimento cognitivo, annunciando anche in Italia un'innovazione nel design degli apparecchi acustici. Il loro brand Signia infatti, ha appena presentato  un prodotto destinato a rivoluzionarne l’immagine, coniugando design, high tech ed eleganza. “Il concetto di prevenzionesostiene Barbara Zancan- deve essere adottato anche per le perdite uditive più lievi. Chi non sente perfettamente si allontana dalle persone con evidenti impatti  sulla socialità e sulla qualità della vita”. Molti gli studi che confermano i fatti.  “C’è qualcosa di speciale nel far parte di un’azienda che può incidere molto sulla qualità della vita delle persone- ha proseguito la numero uno di Sivantos Italia-  un mix di responsabilità, orgoglio ed anche urgenza nel contribuire a diffondere la prevenzione ed i rimedi per persone che hanno perdite uditive. La nostra responsabilità è di lavorare al fianco degli audioprotesisti e degli stakeholder del mercato per fare la differenza  e condurre una rivoluzione che è anche culturale per combattere lo stigma, oggi molto pervasivo nella popolazione. A tal proposito lunedi 12 novembre si terrà una serata tra arte e tecnologia presso la splendida cornice di Palazzo Morando a Milano. “Obiettivo della serata dal titolo Sentire tra arte e tecnologia- conclude Barbara Zancan- è quello di aumentare la sensibilità sul problema e trasmettere una giusta informazione. Un esempio su tutti? In Europa, chi deve rinnovare la patente deve sottoporsi ad esami della vista e dell’udito. Questo in Italia non avviene, mentre ognuno di noi è perfettamente consapevole di quanto sia importante l’udito per preservarci anche dai pericoli. I segnalatori e gli allarmi infatti sono prevalentemente acustici e in casi di ipoacusia sulle frequenze acute si perde la percezione della direzione di provenienza del segnale. Le persone sentono male avendo perso anche una parte del loro udito, possono avere delle difficoltà a mettersi al sicuro. L’impatto della ipoacusia sulla società, ha ricadute mediche, sanitarie, sociali e psicologiche che non possono essere trascurate tanto nelle relazioni professionali quanto in quelle personali. Il nostro obiettivo è quello di migliorare la vita degli ipoacusici, facendogli apprezzare il piacere di risentire meglio, ma soprattutto combattere lo Stigma .

 

 

XIX Congresso FIA

 Barbara Zancan CEO di Sivantos e Susanna Messaggio alla XIX edizione del congresso di FIA di Rimini

 

 

 

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