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Pericolosi alcuni antibiotici: ritirati dal commercio

Lunedì, 15 Aprile 2019

Una serie di antibiotici in commercio è finita sotto esame dell’Aifa e dell’Ema, rispettivamente l’agenzia del farmaco italiana e quella europea. Si indaga su possibili reazioni avverse gravi e invalidanti a carico del sistema muscoloscheletrico e del sistema nervoso.
Gli antibiotici sotto osservazione sono quelli appartenenti alla famiglia dei chinolonici e dei fluorochinolonici, e nello specifico: ciprofloxacina - levofloxacina - moxifloxacina - pefloxacina - prulifloxacina - rufloxacina - norfloxacina – lomefloxacina.

 


Per quanto riguarda cinoxacina, flumechina, acido nalidixico e acido pipemidico, è stato già deciso il ritiro immediato dal commercio.
L’invito dell’Aifa rivolto ai medici di famiglia è di non prescrivere gli antibiotici sotto esame:

- per il trattamento di infezioni non gravi o autolimitanti (quali faringite, tonsillite e bronchite acuta);
- per la prevenzione della diarrea del viaggiatore o delle infezioni ricorrenti delle vie urinarie inferiori;
- per infezioni non batteriche, per esempio la prostatite non batterica (cronica);
- per le infezioni da lievi a moderate (incluse la cistite non complicata, l’esacerbazione acuta della bronchite cronica e della broncopneumopatia cronica ostruttiva – BPCO, la rinosinusite batterica acuta e l’otite media acuta), a meno che altri antibiotici comunemente raccomandati per queste infezioni siano ritenuti inappropriati;
- ai pazienti che in passato abbiano manifestato reazioni avverse gravi ad un antibiotico chinolonico o fluorochinolonico.

Inoltre, gli antibiotici vanno prescritti con grande cautela agli anziani, a pazienti trapiantati, a quelli con problemi renali o sotto terapia con corticosteroidi. In questi casi, il rischio di tendinite e di rottura dei tendini provocate dai fluorochinoloni è maggiore rispetto alla norma.
Oltre agli effetti sui tendini, l’uso degli antibiotici può aumentare i casi di mialgia, debolezza muscolare, artralgia, gonfiore articolare e disturbi della deambulazione.
Per quanto concerne il sistema nervoso periferico e centrale, i farmaci aumentano i rischi di neuropatia periferica, insonnia, depressione, affaticamento e disturbi della memoria, disturbi visivi, olfattivi, uditivi e del gusto.

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Autore

Eleonora

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