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IL RUOLO DEL GENERE PER LE MALATTIE REUMATICHE

Martedì, 29 Novembre 2016
La reumatologia conta oltre 100 tipologie diverse di patologie che, si stima, in Italia riguardino più di 5 milioni di persone, di ogni età, soprattutto donne (circa il 70%) e spesso in età fertile.  Tra queste, le malattie autoimmuni hanno in genere una maggiore prevalenza nelle donne rispetto agli uomini e sono considerate tra le principali cause di disabilità per il sesso femminile. In particolare, a tale riguardo, una forte disparità di genere si osserva in alcune malattie come la sindrome di Sjogren, il Lupus Eritematoso Sistemico (LES), le malattie autoimmuni della tiroide e la sclerodermia, che presentano una frequenza 7-10 volte più elevata nelle donne rispetto agli uomini. Meno significativa, anche se sempre a svantaggio delle donne, è la prevalenza di malattie quali l’artrite reumatoide e la miastenia grave, che sono 2-3-volte più frequenti nelle donne rispetto agli uomini. Rapporto e differenze tra i due universi, quello maschile e quello femminile, che possono variare anche all’interno della stessa patologia, in base all’età: per l’artrite reumatoide il rapporto donna/uomo è pari a 3 a 1 intorno ai 50 anni, di 2 a 1 dai 55 ai 65 anni e di 1 a 3 per gli over 75.  “Questo non significa, dunque, che gli uomini ne siano esenti, solo che è meno frequente che si ammalino di alcune tipologie specifiche: Morbo di Paget e Spondilite Anchilosante, ad esempio, hanno invece una maggiore prevalenza maschile e quest’ultima in un rapporto addirittura di 9 uomini per ogni donna” precisa Galeazzi.
 
 
LA SALUTE DELLA DONNA E LO STUDIO ITALIANO - Uno studio multicentrico italiano, condotto su 398 donne con malattie reumatiche (patologie del tessuto connettivo e artrite cronica) in età fertile (18-45 anni) in 24 centri distribuiti su tutto il territorio nazionale, ha indagato il livello di conoscenza e counselling rispetto alle tematiche di salute femminile più importanti come la contraccezione, la programmazione di una maternità, la gravidanza e l’allattamento. Circa il 40% delle pazienti ha dichiarato che la malattia reumatica ne ha influenzato il desiderio di maternità. I risultati hanno inoltre evidenziato un gap informativo da colmare.
 
 
MEDICINA DI GENERE: LA COLLABORAZIONE ISS-SIR - L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), di recente, in un documento che illustra le politiche sanitarie per il prossimo decennio, ha indicato il genere come elemento portante per la promozione della salute e per lo sviluppo di approcci terapeutici diversificati per le donne e per gli uomini. Lo stesso hanno fatto le più importanti Agenzie europee come l’European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC). 
 
“Il genere rappresenta una determinante fondamentale di salute ed è per questo che ci si sta orientando sempre di più nel cercare di capire il “perché” nella grande maggioranza delle malattie reumatiche e autoimmuni, le donne e gli uomini presentino differenze di incidenza, di manifestazioni cliniche e, spesso, di risposta alla terapia. La comprensione dei diversi meccanismi che sottendono a queste differenze – afferma Elena Ortona, Centro di riferimento Medicina di Genere, ISS – rappresenta una sfida chiave del prossimo decennio. Come sottolineato da recenti articoli apparsi sulle maggiori riviste internazionali, inclusi “Nature e Science”, lo studio e la comprensione delle differenze biologiche, legate al sesso, e quelle più complesse, socio culturali, legate al genere, possono portare a un grande cambiamento e a un miglioramento sia nella diagnostica sia nella terapia. Lo sviluppo della medicina di genere ha il fine ultimo di garantire equità e appropriatezza della cura e siamo fiduciosi che il progetto in collaborazione con SIR possa fare luce su molti degli aspetti ancora non noti legati alle diverse manifestazioni e all’evoluzione delle malattie reumatiche nei due sessi”.
 
Fonte: Congresso della SIR

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