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La gestione del paziente con HIV

Mercoledì, 07 Dicembre 2016

Si è tenuto oggi in questo paese nella provincia di Vicenza dagli scorci panoramici, un evento organizzato da Motore Sanità dal titolo “Il percorso diagnostico terapeutico come strumento di clinical governance nella gestione del paziente con HIV”. Ha aperto i lavori Domenico Mantoan Direttore Generale Area Sanità e Sociale, Regione del Veneto che ha dichiarato che: “Dal 1988 a fine 2015 in Veneto sono state segnalate 12.991 nuove diagnosi da HIV, con circa 320 nuovi casi l’anno. Dal 1984 a dicembre 2015 i casi di AIDS in Veneto sono stati 3.753, 2.540 dei quali deceduti, pari al 67,7%. Si stima che a dicembre 2015 i casi prevalenti siano 1.200 – sottolinea Mantoan - e negli ultimi due anni non sono stati segnalati decessi.

 

 

I Rapporti della Sanità regionale indicano che il 77,5% dei casi di Aids si è verificato nei maschi, con un’età media passata dai 33 anni del 1990 ai 47 del 2015. Per le femmine l’aumento dell’età media è stato altalenante, crescendo progressivamente dal 2010 e raggiungendo il massimo di 46 anni nel 2015. È, inoltre, aumentata la trasmissione sessuale che, dal 2011 al 2015 è risultato il fattore di rischio principale”. Giovanna Scroccaro, Unità Organizzativa Farmaceutico Protesica Dispositivi Medici, Regione del Veneto – ha spiegato come la giornata di lavoro sia un momento importante per fare il punto sul PDTA, che era inizialmente focalizzato sulla spesa del farmaco, ossia cercando di mettere in rete i centri per la prescrizione farmacologica. “La parte relativa alla prescrizione è ben governata in Regione Veneto con una forte compliance da parte dei nostri prescrittori. In che modo coinvolgere altri stakeholders per fare in modo che i pazienti vengano diagnosticati in maniera precoce? – si interroga la Scroccaro - “Questa malattia, tutt’altro che scomparsa, viene curata al meglio dalle nostre strutture sanitarie che utilizzano le terapie più avanzate a disposizione della comunità scientifica, ma i 320 nuovi casi di positività all’HIV dimostrano che il rischio di contrarre la malattia è tutt’altro che scomparso”. È necessario lavorare prima di tutto sulla corretta informazione riguardo a comportamenti a rischio e sulla precoce individuazione dei pazienti infetti. È infatti noto che una parte consistente di pazienti infetti non sa di esserlo, infatti in Italia si stimano da 6.500 a 18.000 persone sieropositive non diagnosticate – sottolinea la Scroccaro - a questo proposito una innovazione importante è rappresentata dalla recente commercializzazione del test per l’autodiagnosi dell’HIV. Il prodotto è disponibile - senza alcuna necessità di ricetta medica per le persone maggiorenni ed è raccomandato dall’OMS come modo innovativo per raggiungere più persone con HIV e renderle consapevoli del loro stato. Margherita Andretta, Coordinamento Regionale Unico sul Farmaco, Regione del Veneto – ha osservato che degli oltre 12.000 casi di HIV/AIDS rilevati, il 10% (1.300 soggetti) riguarda persone non residenti in Veneto, ma che comunque risultano a carico del Sistema Sanitario regionale poiché accedono ai Servizi loro dedicati. “La gestione assistenziale del paziente deve, quindi, coniugare la continuità di cura necessaria per il successo terapeutico con il trattamento di patologie HIV e non HIV correlate. Nel 2015 la spesa totale per farmaci antiretrovirali nella Regione Veneto è stata di circa 40 milioni di euro con un costo per assistito di 5.921 €” – ha concluso Margherita Andretta. Angelo Del Favero, Direttore Generale Istituto Superiore di Sanità e Presidente Federsanità ANCI – ha affermato che: “c’è sicuramente un problema di sostenibilità economica e di questo mi sembra ben parlato in tavola rotonda, ma c’è soprattutto il fatto che anche il WHO ha capito che la presa in carico di un paziente HIV non è soltanto abbattere la replicazione del virus, si tratta di prendere in carico la persona, occupandosi in modo integrato dei problemi complessivi, delle co-infezioni e delle co-morbilità legate all’invecchiamento”- ha concluso il Direttore Generale. Cinzia Falasco Volpin, Amministratore Delegato Mylan – ha dichiarato che: “Siamo felici di essere qui oggi in regione Veneto, a fianco delle Istituzioni, per la presentazione di un documento così importante per la tutela della salute dei pazienti e l'efficientamento del sistema sanitario. MYLAN è da sempre impegnata nella lotta contro l'infezione da HIV tramite lo sviluppo di soluzioni terapeutiche  efficaci   e sostenibili  e strumenti di prevenzione come il test per l'auto diagnosi recentemente immesso nel mercato italiano con obiettivo di  combattere il fenomeno dei sieropositivi inconsapevoli, con una conseguente diminuzione del rischio collettivo, e di realizzare azioni di prevenzione primaria”. - ha concluso l’A.D. Mylan.

Fonte Motore Sanità

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