Il ruolo della Lac (L-acetilcarnitina) nel trattamento delle neuropatie periferiche

Lunedì, 21 Novembre 2016

Lombosciatalgia, cervicobrachialgia e sindrome del tunnel carpale: una sola cura per intervenire sulla causa e sui sintomi. Se ne è parlato  al Congresso 'Venice Day 2016'. Esperti a confronto sul trattamento del paziente con neuropatie periferiche, una patologia che riguarda oltre il 10% della popolazione. Un focus sul ruolo della Lac (L-acetilcarnitina), il suo duplice meccanismo d'azione (neurotrofico e antidolorifico) e le recenti nuove evidenze cliniche pubblicate. Per approfondire l’argomento abbiamo incontrato il Dott. FERDINANDO NICOLETTI Professore Ordinario di Farmacologia, Facoltà di Medicina e Chirurgia Università di Roma La Sapienza.

 

 

La LAC è in commercio da diversi anni. Come mai questo rinnovato interesse scientifico sulla LAC?
“La LAC è una molecola che è presente da tanti anni ed è una molecola composita: ha una componente che prende il nome di carnicina e un’altra che è invece il gruppo acetilico.
La ricerca fino ad ora si è concentrata sulla funzione della carnicitina, una sostanza che permette agli acidi grassi di entrare nei mitocondri che sono la centrale energetica delle nostre cellule. Adesso però c’è una rivalutazione del gruppo acetilico per i meccanismi epigenetici che si concentrano in parte sull’acetilazione. L’acetilcarnitina ha la capacità di acetilare le proteine intorno alle quali il DNA si avvolge e di acetilare alcuni fattori di trascrizione. Questa sua funzione è emersa solo negli ultimi anni e ha cambiato la direzione della ricerca. L’azione analgesica dell’acetilcarnitina dipende principalmente dai meccanismi di acetilazione.”

 Lei è un neurofarmacologo e i suoi sono studi di laboratorio. Come si può traslare i suoi studi per i pazienti umani?
“Io sono neurofarmacologo e i miei collaboratori studiano sull’animale da esperimento. Però sono specialista in neurologia. Nel nostro laboratorio si fa una ricerca di tipo traslazionale: noi lavoriamo sugli animali per poi approdare alla terapia. In questo caso si tratta di una ricerca traslazione atipica perché non è la ricerca su un farmaco nuovo che ancora deve approdare allo studio clinico ma è la scoperta di un meccanismo d’azione  che giustifica l’effetto clinico di un farmaco già conosciuto per il trattamento del dolore.”

Alla luce dei dati raccolti sulla LAC, secondo lei quando e come si può usare in associazione di altri farmaci?
“La LAC si può utilizzare sia in monoterapia che in associazione. In genere quando si associano più farmaci bisogna guardare al meccanismo d’azione. L’acetilcarnitina ha un meccanismo d’azione diverso da tutti gli altri farmaci analgesici quindi è vantaggioso associarlo agli altri. Il secondo aspetto riguarda le interazioni farmacocinetiche ossia come un farmaco interferisce con l’assorbimento, la distribuzione, il metabolismo e l’eliminazione di un secondo o un terzo farmaco. E l’acetilcarnitina in questo senso è ideale: ha un ottimo profilo farmacocinetico, non inibisce il metabolismo altrui, non interferisce con l’assorbimento o l’eliminazione o il volume di distribuzione di altri farmaci. Quindi penso che il medico possa associare l’acetilcarnitina con qualunque farmaco analgesico senza alcun tipo di problema.”

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