L'USO ERRATO DEGLI ANTIDOLORIFICI.

Lunedì, 19 Giugno 2017

L'uso dei farmaci antidolorifici dona sollievo perché riduce la percezione del dolore e riduce gli altri sintomi spesso associati (come il gonfiore ed il malfunzionamento della parte colpita). Dopo il loro utilizzo si può commettere l'errore di considerare l'assenza del dolore come segno che la parte colpita sia guarita, dunque si ricomincia ad usare quella parte normalmente.

 

Per esempio, a seguito di una distorsione della caviglia, è normale fare ricorso agli antidolorifici ed appena si sente meno dolore si è tentati di usare la caviglia normalmente come se fosse guarita; in realtà, spesso, non è così e gli ulteriori sforzi sull'articolazione peggioreranno la situazione.

 

Gli antidolorifici, infatti, sono solo dei farmaci SINTOMATICI e non curativi; a prescindere dalla causa del dolore agiscono solo riducendo i sintomi ed è necessario, contemporaneamente, agire anche sulla causa. Questa può essere (per esempio) una contusione, o una distorsione... in questi casi la prima azione sulla causa è il “riposo della parte” che deve continuare anche quando il dolore diminuisce per effetto degli antidolorifici.

 

L'utilità degli antidolorifici, dunque, può trarre in inganno tanto da farci trascurare la necessità di risolvere la causa, con la conseguenza che questa non sarà risolta.

 

E' da ricordare, infatti, che il dolore è un sintomo “utile” e serve ad avvertirci che c'è qualcosa che non va, qualcosa a cui dobbiamo trovare un rimedio.

 

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