Il vaccino per il Fuoco di Sant’Antonio

Venerdì, 08 Settembre 2017

Una delle possibili conseguenze della varicella è, anni dopo il primo contagio, l’insorgenza del Fuoco di Sant’Antonio. La malattia infatti è causata dalla riattivazione del virus della varicella in età adulta.

Dopo aver avuto la meglio sul virus VZV, il sistema immunitario non riesce a debellarlo completamente, e il virus rimane latente nei gangli sensitivi del midollo spinale. A partire dai 50 anni, però, il sistema immunitario va incontro a un naturale declino che, in alcuni casi, si traduce nella riattivazione del virus e nella comparsa del Fuoco di Sant’Antonio.

 

 

 

La malattia causa un dolore fortissimo, a tratti insopportabile, nei soggetti colpiti. Dolore difficile da contenere, ma che in realtà si potrebbe prevenire attraverso un vaccino specifico che ora è divenuto gratuito per chi ha più di 65 anni.

Sandro Giuffrida, Direttore della U.O.C. di Igiene e Sanità Pubblica dell'Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria, spiega: «Questo dolore ha la particolarità di essere molto resistente alle comuni terapie antalgiche, per questo motivo è determinante il ruolo della prevenzione. Ma su questa patologia c'è un gap comunicativo: la percezione del rischio di ammalarsi di Zoster è elevata solo nelle persone che hanno conosciuto la malattia. Chi non ha questa percezione, in genere, non sa nemmeno che esiste un vaccino».

L’Herpes Zoster è associato a complicazioni in circa la metà dei pazienti adulti colpiti, la più comune delle quali è la Nevralgia Post-Erpetica (PHN), la condizione che provoca il dolore neuropatico e che può protrarsi anche per mesi o anni. Altre complicanze riguardano il nervo ottico, la perdita dell’udito, le infezioni cutanee, cerebrali e viscerali.

I sintomi principali sono affaticamento, mal di testa, malessere generale, prurito, bruciore, fitte nell’area cutanea interessata che può mostrare eritemi e bolle piene di liquido. Dopo alcuni giorni, le bolle si aprono e si trasformano in croste. In circa la metà dei casi, la fase acuta si risolve nel giro di 2-4 settimane, ma in molti altri pazienti il dolore si prolunga per molto tempo.

Il dolore, di tipo neuropatico, è una conseguenza diretta della risposta al danno al nervo periferico causata dalla replicazione del virus nelle terminazioni nervose. In alcuni casi, la Nevralgia Post-Erpetica è talmente grave da impedire le normali attività quotidiane.

Oltre ai farmaci antivirali, che cercano di contenere l’infezione, i medici prescrivono farmaci antiepilettici e antidepressivi in quanto i comuni analgesici si rivelano inutili.

Autore

Sperelli

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