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Niente tatuaggi con un sistema immunitario indebolito

Lunedì, 09 Luglio 2018

Si rischiano complicazioni gravi se si vogliono fare dei tatuaggi nonostante un sistema immunitario indebolito. Lo evidenzia il caso di una ragazza scozzese che, dopo un doppio trapianto di polmone nel 2009, 6 anni più tardi ha cominciato a soffrire di dolore cronico all’anca, al ginocchio e alla coscia sinistra qualche giorno dopo essersi fatta un tatuaggio alla gamba.

 

Sulla rivista British Medical Journal Case Reports, i medici dell’ospedale di Glasgow hanno descritto il calvario della ragazza, finalmente libera dai dolori dopo 3 anni. «È improbabile che i pazienti discutano di volersi fare un tatuaggio con il loro medico. I pazienti immunodepressi a lungo termine sono spesso giovani adulti che potrebbero valutare la possibilità di farne uno, ed è noto che siano a maggior rischio di infezione, comprese le infezioni micobatteriche cutanee. Rappresentano quindi un gruppo che è potenzialmente a rischio più elevato di complicanze legate al tatuaggio e merita un'attenzione particolare», spiegano William Thomas Wilson, Mannix O'Boyle e William Leach, dello NHS Greater Glasgow and Clyde, Glasgow, autori del documento.
Il sistema immunitario della paziente era indebolito dai farmaci immunosoppressori che doveva assumere in seguito al trapianto del 2009.
Il suo organismo non ha reagito bene alla decisione di farsi tatuare. Dopo la prima irritazione cutanea e diversi giorni di dolore intenso al ginocchio e alla gamba, la ragazza ha convissuto per mesi con dolori di vario tipo e con un’infiammazione cronica del muscolo.
«Non ci sono prove per dimostrare in modo definitivo il rapporto di causa-effetto, ma la tempistica e il luogo dove sono comparsi i sintomi sono collegabili al tatuaggio e non ci sono altri possibili cause. È il primo caso documentato di miopatia infiammatoria come complicazione di un tatuaggio in una persona immunosoppressa», spiegano i ricercatori.
Il consiglio dei medici è quindi di riflettere bene prima di decidere di farsi un tatuaggio, soprattutto se si assumono farmaci immunosoppressori dopo un trapianto o per malattie autoimmuni come il morbo di Crohn o l’artrite reumatoide, o se si ha un sistema indebolito da malattie croniche come il diabete.

Autore

Sperelli

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