Meglio del Pap-test il test Hpv

Venerdì, 22 Novembre 2013

Nuove conferme per il test Hpv che fornisce una maggiore protezione contro la forma invasiva del tumore rispetto al Pap -test.

Lo screening primario per l'Hpv, cioè la ricerca del papillomavirus umano nella diagnosi precoce del cancro del collo uterino, fornisce una maggiore protezione contro la forma invasiva del tumore rispetto al Pap -test, secondo uno studio su The Lancet. Guglielmo Ronco, ricercatore del Centro di riferimento per l'epidemiologia e la prevenzione oncologica in Piemonte, a Torino, e colleghi hanno analizzato i dati di quattro importanti studi europei: lo svedese Swedescreen, l'olandese Pobascam, l'Artistic britannico e l'Ntcc italiano, confrontando i due metodi. «In totale, 175.000 donne tra 20 e 64 anni hanno preso parte ai quattro trial, con un follow-up medio di 6,5 anni» spiega l'epidemiologo. E dai dati emerge che i tassi di cancro cervicale invasivo erano simili nei primi due anni e mezzo, per ridursi successivamente tra le donne sottoposte a screening Hpv, che ha un effetto protettivo del 60-70% maggiore rispetto allo striscio. Ma non è tutto: i risultati dimostrano che la protezione era particolarmente evidente tra 30 e 35 anni, e che lo screening quinquennale per l'Hpv era più efficace rispetto alla citologia triennale. «Lo screening Hpv potrebbe essere implementato con triage, cioè con l'esecuzione del Pap-test solo nelle donne Hpv positive, a partire dai 30 anni a intervalli di 5 anni» conclude Ronco.

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