Hpv, l’intervallo di screening si può estendere

Mercoledì, 10 Gennaio 2018

Uno studio dell’Albert Einstein College of Medicine di New York City segnala la possibilità di prolungare l’intervallo di screening per il cancro del collo dell’utero a cinque anni o più. Questo nel caso che i risultati precedenti siano sempre stati negativi.
Philip Castle, autore dello studio apparso su Annals of Internal Medicine, commenta: «Il nostro lavoro mostra che c'è un sostanziale declino nel rischio di cancro cervicale dopo uno o più test negativi per la rilevazione del papillomavirus umano (HPV) eseguiti insieme allo screening citologico (co-testing)».
Gli scienziati hanno analizzato i dati relativi a quasi 1 milione di donne sottoposte a co-testing fra il 2003 e il 2014 nel sistema sanitario integrato Kaiser Permanente Northern California negli Stati Uniti.
 
 
 
 
I dati indicano che a un aumento del numero dei test negativi corrispondeva un rischio in costante diminuzione per carcinoma invasivo o una situazione di CIN3 (displasia severa) o superiore.
Risultati simili si evidenziavano se si considerava il test per HPV indipendentemente dai risultati citologici, o se si considerava un risultato di co-testing.  
Per quanto riguarda il solo test Hpv, il rischio a 5 anni di carcinoma cervicale invasivo dopo un test Hpv negativo è diminuito dallo 0,0092% per il primo risultato negativo allo 0,0015% al terzo test negativo. Allo stesso modo, il rischio a 3 anni di carcinoma cervicale invasivo a seguito di un test Hpv negativo è diminuito dallo 0,0081% per il primo test allo 0,0015% per un risultato negativo dell'Hpv al terzo co-test dopo due co-test negativi.  
Il rischio di cancro a 3 anni dopo un esame citologico negativo è diminuito dallo 0,014% per il primo risultato negativo allo 0,0023% per un risultato negativo al terzo co-test dopo due co-test negativi.  
Tendenze simili hanno fatto registrare i rischi per CIN3 o superiore a 3 e 5 anni.
«Lo studio conferma che il miglioramento in termini di sensibilità con il co-testing rispetto al solo test HPV è minimo. È importante rilevare che il co-test porta a un numero non necessario di colposcopie e biopsie, e forse a trattamenti non necessari», scrivono in un editoriale Guglielmo Ronco, della Città della Salute e della Scienza di Torino, e Silvia Franceschi, della International Agency for Research on Cancer di Lione.

Autore

Sperelli

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