Depressione da disoccupazione

Martedì, 14 Novembre 2017

La disoccupazione per una donna non è soltanto un handicap profondo per la propria realizzazione. Una donna senza lavoro si sente doppiamente in colpa. Nei confronti dei figli, verso i quali non si sente talvolta in grado di soddisfare le loro esigenze materiali, ma anche nei confronti del proprio marito. 

 

 

 

 

 

In assenza di lavoro a una donna viene meno l’indipendenza economica che la porta a sentirsi in difetto rispetto al coniuge, mettendo a rischio l’equilibrio della vita di coppia.

A lungo andare anche il benessere interiore di una donna è compromesso per via dal senso di smarrimento provocato dalla mancanza di un impiego che, come sappiamo, definisce buona parte dell’identità di un individuo.

Una piaga, quella della disoccupazione, che colpisce il 12% delle donne italiane, un valore in calo ma pur sempre tra i peggiori d’Europa solo dopo Spagna (19%) e Grecia (26,2%). Inoltre, le donne in età lavorativa (15-64 anni) con un’occupazione, a giugno 2017 hanno sì raggiunto il record del 48,8%, ma restano ancora lontane dal 66,8% degli uomini.

E gli effetti psicologici e fisici possono essere pesanti. Lo dice una ricerca dell’associazione ‘Donne e qualità della vita’, il team di psicologi guidato dalla dottoressa Serenella Salomoni. Una donna su tre è vittima di incubi notturni e, purtroppo, sono molto frequenti anche gli attacchi di panico (avvertiti dal 17% del campione). La disoccupazione genera anche reazioni contraddittorie. Un corposo 23% segnala sintomi di bulimia, mentre un 7% del campione ha problemi di anoressia. Secondo la ricerca non è raro che a causa della perdita del lavoro possano venire alla luce problemi di coppia. Non è inusuale il consumo di alcol (per due donne sui tre) e c’è anche chi cerca conforto nella droga.

Le donne disoccupate sono forti consumatrici di social network con in testa Facebook (23%), seguono Instagram (18%), Twitter (13%) e Snapchat (5%).

La tv resta un’ancora di salvezza per distrarsi dal disagio interiore. Il consumo del piccolo schermo è molto forte sul target. In media il televisore viene tenuto acceso per 5 ore al giorno e guardato per almeno due con preferenza per programmi che affrontano i problemi delle donne. Inevitabile che il campione prediliga conduttrici donne soprattutto quelle che dedicano le loro trasmissioni al tema del lavoro. Al primo posto si piazza Serena Bortone, anchor woman di Agorà, alla guida di una trasmissione del servizio pubblico molto attenta alle problematiche del lavoro con il 22 per cento delle preferenze. Al secondo posto si piazza Myrta Merlino, giornalista di La 7 molto paladina contro le discriminazioni che colpiscono le donne, giudicata sensibile ed autorevole dal 20% del campione. Terza posizione Barbara d’Urso (18%), che si fa amare anche dal pubblico femminile per le sue battaglie pro-lavoro e contro femminicidi e molestie. Quarta piazza per Eleonora Daniele, la popolare conduttrice de “Il Sabato italiano” di Rai 1, sempre in prima linea sulle tematiche che riguardano l’occupazione femminile e apprezzata dal 15% degli intervistati. Quinta Benedetta Rinaldi, giornalista e co-presentatrice di Uno Mattina, che con la sua serietà e professionalità convince il 12% del panel.

Autore

Sperelli

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