Come reagite di fronte al lutto di una persona cara?

La perdita di un caro amico, di un familiare, della persona amata, di un figlio, è uno degli eventi più traumatici che una persona possa vivere; qualunque sia la causa. Il dolore viene affrontato in molti modi: chiudendosi in se stessi, reagendo in modo aggressivo, facendo finta di essere forti e sorridere davanti agli altri e, intanto, il dolore lacera dentro. “Il dolore è tuo, solo tuo e, nessuno potrà mai aiutarti ad alleviarlo”, proprio per questo motivo, molte persone non chiedono aiuto; altre non lo fanno per non mostrarsi deboli, perché devono dimostrare di essere forti e che niente può spezzarli, neanche un dolore cosi grande; altre persone ancora, non chiedono aiuto per paura di dimenticare la persona amata e che risollevarsi da un dolore cosi grande non sia giusto per chi non c'è più.  Così, sempre più persone restano sole di fronte al proprio dolore, ferme, in stallo, senza riuscire a reagire e ad andare avanti. La paura più grande, che ancora è molto presente nel nostro Paese, è chiedere aiuto ad uno psicologo per paura che questa strana figura misteriosa possa cancellare i ricordi con chissà quale magia. Ma, i ricordi che ci legano alla persona cara, non ce li potrà mai cancellare nessuno, perché sono quelli che ci tengono in piedi e continuano a mantenere vivo il rapporto con chi non c'è più e, quindi, continuare a vivere. E allora perché andare dallo psicologo? Come può aiutarci a ritrovare la serenità? Lo psicologo è quel professionista che ha le competenze ed i giusti mezzi per aiutarci ad affrontare il dolore, a gestirlo, a reagire e a rialzarsi; ci aiuta a vedere uno spiraglio di luce nel tunnel buio; ci da i giusti mezzi per imparare ad affrontare le avversità che la vita ci pone dinanzi; ci aiuta a darci una spiegazione, a non sentirsi in colpa per quello che è successo e, magari, per essere sopravvissuti e, soprattutto, ci aiuta a trovare un senso per poter continuare a vivere. Perché nonostante tutto, vale la pena viverla questa vita.

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Dott.ssa Luana Buono (psicologa)
Dott.ssa Luana Buono (psicologa)
Ciò che ho scritto era generale, in quanto come lei stessa dice ogni caso e a sè. L'unica disciplina su cui proprio non si può generalizzare è la psicologia, in quando ogni individuo è unico e diverso. Il mio articolo era solo un modo per far riflettere, per non chiudersi nel proprio dolore e chiedere aiuto. Detto ciò, provare emozioni negative, non è di per sé negativo, perché anche piangere o urlare fa benissimo, in quanto si butta fuori il dolore per poi reagire e apprezzare la vita che viviamo. Se non apprezza niente e nessuno, se non sorride alla vita, che senso ha vivere? Crede che una persona che sorrida sempre non abbia problemi o non soffra? È solo un modo di vivere e di reagire! Stare chiusi in casa a piangere tutto il giorno, a cosa serve?
6 mesi
dott.ssa daniela sambucini
dott.ssa daniela sambucini
Cara dott.ssa buono, questo argomento tocca molto anche me e non le dico nulla rispetto alla sua esperienza, come accennato trovo vana ogni parola, poi su di un social.!!!...profondo rispetto per il suo sentire, qualunque esso sia. In merito al fatto che provare dolore o tristezza non sia negativo le rispondo.....dipende dalla fonte secondo me.... credo sia azzardato generalizzare, la causa di quella stessa emozione, vissuta ovviamente in modo differente da ognuno, fa la differenza sul valore o l' ammissibilità della sofferenza. Mia modesta opinione che china il capo innanzi al suo vissuto emotivo
6 mesi
Dott.ssa Luana Buono (psicologa)
Dott.ssa Luana Buono (psicologa)
Si le fasi del lutto sono molto rigide ma come tutte le fasi o leggi che abbiamo, bisogna poi farle proprie. Si ho una paziente che ha perso un figlio e sta lavorando per elaborare il lutto. Purtroppo l'ho anche vissuto di persona perdendo una figlia di 2 anni e mezzo (per questo mi interesso molto della tematica) e mi sono fatta aiutare poiché sola mi era impossibile. Si, un terapeuta preparato può aiutare nell'elaborazione del lutto. La terapia cognitivo-comportamentale e le sue tecniche tra cui l'EMDR hanno basi scientifiche. Il dolore che si prova non si può descrivere a parole e dobbiamo viverlo in pieno per poterlo elaborare; ma poi, ci deve essere una fase di presa di coscienza e bisogna riprendere la vita in mano trasformando il dolore in qualcosa di positivo (ad esempio volontariato). È innegabile che un figlio o qualsiasi altra persona cara persa manca ogni giorno e, alcuni giorni la tristezza pervade completamente. Ma chi ha detto che provare dolore o tristezza, qualche volta, sia negativo?
6 mesi
dott.ssa daniela sambucini
dott.ssa daniela sambucini
Salve dott.ssa Buono, si parla delle 5, 7 (e chi piu ne ha piu ne metta), fasi del lutto, teoria che io non sposo pienamente, questa eccessiva rigidità, per quanto dicano che non lo sia, taglia le gambe ad una emozione che travolge totalmente la tua anima e la tua mente e ti cambia. condivido ciò che dice, l'aiuto di un terapeuta che accompagna nel far luce in un vuoto improvviso, inatteso è eccessivamente sottovalutato o travisato, tuttavia mi permetta di sottolineare la rilevanza dell"oggetto" della perdita/separazione ecc.....scontato, si, ma non troppo, vorrei chiederle se le è mai capitato di affrontare un paziente che aveva appena perso un figlio improvvisamente, a me è capitato e tutto ciò che accadeva in seduta dalle parole alla comunicazione, agli sguardi perdeva senso innanzi ad un fenomeno di cui nemmeno la natura trova una spiegazione. il terapeuta può essere di aiuto nel percorso di elaborazione del lutto per la perdita di un figlio? e soprattutto quanto è reale, qualora riesca, questa elaborazione? esiste? accade? Grazie. Dott.ssa Sambucini
6 mesi

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