Questo gruppo mira ad aiutare sia i pazienti non affetti da tireopatie, sia quelli affetti, per una migliore definizione della propria malattia, gli eventuali farmaci da utilizzare alle dosi corrette, per eventuali dubbi ,perplessità ecc.


 


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Categoria
Endocrinologia
Creato
Giovedì, 10 Ottobre 2013
Amministratori Gruppo
Dario Di Pietro, Dr.ssa Svetlana Berasneva (Medico Chirurgo Esperto nelle Patologie della Tiroide), Prof. Dott. Marco Giammanco (Medico Chirurgo Esperto nel trattamento delle Patologie della Tiroide), Isabel Zolli
  • Isabel Zolli
    TUMORE DELLA TIROIDE, “15.300 NUOVI CASI NEL 2016 IN ITALIA"

     

    Colpisce soprattutto persone in età lavorativa, fra i 40 e i 50 anni. Nel 2016 in Italia sono stimati 15.300 nuovi casi di tumore della tiroide (11.000 donne e 4.300 uomini), in costante aumento. Le guarigioni sono elevate, superiori al 90%. Ma per una forma particolare, il carcinoma tiroideo differenziato e refrattario allo iodio radioattivo, finora non erano disponibili nuovi farmaci attivi. Oggi una molecola innovativa, lenvatinib, può rappresentare una svolta nel trattamento di questi pazienti perché presenta un efficace controllo di malattia. Alle nuove opportunità di cura contro questa neoplasia è dedicato il convegno nazionale “The First Thoughts in Thyroid Cancer” a Milano. L’incremento annuo (2002-2016) di questa neoplasia fra le donne è stato del 3,8%, fra gli uomini dell’1,4%. “Nelle donne under 50 è il secondo tumore più frequente dopo quello del seno e si colloca al quarto posto fra tutte le neoplasie femminili, dopo mammella, colon-retto e polmone - afferma il Prof. Andrea Lenzi, presidente SIE (Società Italiana di Endocrinologia) –.

     

     

    Fra i fattori di rischio principali il gozzo, caratterizzato da numerosi noduli della tiroide dovuti a carenza di iodio, condizione che interessa 6 milioni di italiani, il 10% della popolazione. Una possibile spiegazione dell’aumento di questa neoplasia è offerta dall’accuratezza e diffusione dei moderni mezzi diagnostici, ecografia e risonanza magnetica da un lato, analisi di biologia molecolare e indagini citologiche dall’altro. Queste tecniche consentono di individuare il tumore in fase molto precoce. L’aumento del numero dei casi può essere ricondotto anche all’epigenetica, cioè all’impatto dei fattori ambientali che possono provocare mutazioni genetiche”. La collaborazione fra oncologi e endocrinologi è siglata nelle linee guida AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) sulla patologia che gli specialisti hanno elaborato insieme e che saranno presentate al Congresso nazionale AIOM dal 28 al 30 ottobre a Roma. “Per la gestione è indispensabile il lavoro di équipe di vari specialisti: endocrinologo, oncologo, radiologo, anatomo-patologo, chirurgo e medico nucleare – spiega il Prof. Carmine Pinto, presidente nazionale AIOM -. La chirurgia è il trattamento principale. In generale, è necessaria l’asportazione di tutta la tiroide anche se in casi selezionati l’intervento può interessare un solo lobo della ghiandola. Negli ultimi anni infatti le nuove conoscenze scientifiche stanno spingendo verso una chirurgia meno invasiva e personalizzata sul singolo paziente. Dopo l’asportazione della tiroide, il paziente deve assumere quotidianamente l’ormone sintetico che sostituisce la funzione mancante. Per il carcinoma differenziato della tiroide in stadio avanzato, refrattario al trattamento radiometabolico con iodio radioattivo, finora non avevamo in Italia farmaci efficaci con questa indicazione registrativa. La disponibilità per la prima volta di un farmaco attivo costituisce un vero punto di svolta”. I risultati dello studio Select hanno evidenziato i benefici di lenvatinib. Sono stati coinvolti 392 pazienti con carcinoma tiroideo differenziato e refrattario allo iodio radioattivo in fase avanzata in oltre 100 centri in Europa, Nord e Sud America e Asia. “L’Italia – continua Rossella Elisei, Professore associato di Endocrinologia all’Università di Pisa e responsabile del centro coordinatore italiano - ha avuto un ruolo molto importante perché è stato uno dei Paesi che ha arruolato il maggior numero di pazienti. Lo studio ha dimostrato un importante prolungamento della sopravvivenza libera da progressione, con un valore mediano di 18,3 mesi rispetto ai 3,6 mesi del placebo. Il vantaggio è stato di 14,7 mesi. Inoltre lenvatinib ha migliorato significativamente il tasso di risposta (64,8% vs 1,5%). La nuova molecola ferma la crescita della malattia, con una notevole riduzione delle metastasi, e il paziente può avere una buona qualità di vita. Nelle ultime analisi dei dati raccolti con lo studio si è visto che in alcuni sottogruppi il farmaco aumenta la sopravvivenza, in particolare nelle persone di età più avanzata e con la forma follicolare”. A luglio 2016 l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha stabilito la rimborsabilità di lenvatinib garantendo la disponibilità di questa terapia ai pazienti nel nostro Paese. “Il sistema sanitario dovrebbe garantire sempre a tutti l’accesso ai trattamenti efficaci – spiega il Prof. Sebastiano Filetti, Preside della Facoltà di Medicina all’Università La Sapienza di Roma e membro della Commissione Tecnico Scientifica dell’AIFA –. È necessario attivare percorsi appropriati sulla base di dati aggiornati utilizzando le risorse in modo razionale evitando gli sprechi e rendendo disponibili i trattamenti più innovativi. L’Italian Thyroid Cancer Observatory (Itco), il primo osservatorio italiano sui noduli e sui tumori alla tiroide nato nel 2015, ha presentato i risultati di uno studio da cui è emerso che il 98% dei pazienti viene sottoposto a rimozione totale della tiroide e solo nel 2% dei casi viene eseguita la rimozione della sola parte interessata dalla neoplasia. Appropriatezza significa anche ridurre il numero degli interventi demolitivi non indicati. Con l’affermarsi della medicina di precisione, dopo la diagnosi sarà possibile eseguire una serie di indagini che ci forniranno maggiori informazioni sull’aggressività del tumore e sul tipo di intervento chirurgico da eseguire”. “I pazienti colpiti da tumore della tiroide dopo le terapie possono condurre una vita normale - conclude la dott.ssa Anna Maria Biancifiori, Vice Presidente C.A.P.E. (Comitato Associazioni Pazienti Endocrini) -. Il ritorno alla quotidianità familiare e lavorativa è fondamentale per questi pazienti, di solito giovani e impegnati nell’attività professionale. È importante che il nuovo farmaco ora disponibile garantisca anche una buona qualità di vita”.

     

    Fonte: Intermedia

     

    Lunedì, 24 Ottobre 2016 da Isabel Zolli
  • Isabel Zolli
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  • Sperelli
  • Debora3
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    Tiroide: come proteggerla
    Venerdì, 22 Maggio 2015 da Debora3
  • Serena Polverini
  • Super User
    Tireotossicosi
    Martedì, 01 Aprile 2014 da Super User
  • Prof. Dott. Marco Giammanco (Medico Chirurgo Esperto nel trattamento delle Patologie della Tiroide)
  • Prof. Dott. Marco Giammanco (Medico Chirurgo Esperto nel trattamento delle Patologie della Tiroide)
  • dott.ssa Lia Pecorelli (endocrinologa) Roma
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  • Antonio
    Mio figlio di 17 anni........
    Iniziata da Antonio Giovedì, 02 Marzo 2017 3 risposte

    Buon giorno. ..ci può essere un quadro di tachicardia o extrasistole. ...legata alla sindrome ansiosa senza particolari patologie. ...mi farà sapere

    Ultima risposta di Dott.ssa Camodeca Maria Carla (Patologo Clinico) il Martedì, 07 Marzo 2017
  • tita
    IRSUTISMO-TIROIDE-OVAIO POLICISTICO
    Iniziata da tita Lunedì, 09 Gennaio 2017 1 Risposta

    Salve se la prolattina è alta. ..dovrebbe fare ulteriori accertamenti x vedere se può dipendere dall ipofIsi. ..x cui potrebbe fare RMN encefalo. ..x possibile adenoma. ...niente di grave si cura semplicemente con terapia x os

    Ultima risposta di Dott.ssa Camodeca Maria Carla (Patologo Clinico) il Mercoledì, 11 Gennaio 2017
  • franchina
    tiroidite acuta + crisi respiratorie
    Iniziata da franchina Lunedì, 31 Ottobre 2016 1 Risposta

    Salve. ..penso che il problema sia dovuto al gozzo multinodulare e alla trachea deformata nel tratto toracico. ..che conprimendo le provoca problemi alla respirazione

    Ultima risposta di Dott.ssa Camodeca Maria Carla (Patologo Clinico) il Giovedì, 03 Novembre 2016
  • quartopiano
    Panipopituitarismo e stress
    Iniziata da quartopiano Lunedì, 04 Aprile 2016 0 risposte
  • Tizy
    ipertirooidismo e tapazole
    Iniziata da Tizy Venerdì, 04 Marzo 2016 0 risposte
  • frog
    Prolattina Ballerina
    Iniziata da frog Lunedì, 14 Settembre 2015 7 risposte

    Grazie Dottoressa, si, ho già fatto parecchi anni di psicoterapia. Ha sciolto alcuni blocchi, altri invece sono rimasti lì, belli saldi. Per questo la scelta del Thymanax. Le scriverò in privato. Intanto grazie per i suoi preziosi consigli e per la sua disponiblità. Di seguito scrivo gli esiti degli esami:
    - Prolattina valori di rif. 70-450 = risultato 876*
    - S-Ft3 valori di rif. 2,3-4,2 = risultato 3,40
    - S-Ft4 valori di rif. 8,00-17,60 = risultato 11,60
    - S-TSH valori di rif. 0,350-4,780 = risultato 1,404
    - S-Tg-Ab anti Tireoglobulina valori di rif. fino a 60 = risultato 17,60
    - S-Tpo Ab anti Tireoperossidasi valori di rif fino a 60 = risultato <28
    - GOT (AST) valordi di rif. 10-35 = risultato 25
    - GPT (ALT) valori di rif. 10-35 = risultato 23

    Grazie a chiunque abbia voglia di leggere e rispondere.

    Ultima risposta di frog il Giovedì, 24 Settembre 2015
  • rosa
    hashimoto
    Iniziata da rosa Giovedì, 04 Giugno 2015 0 risposte
  • niko80
    cortisolo basso
    Iniziata da niko80 Lunedì, 01 Dicembre 2014 2 risposte

    Salve dottore. Ho 34anni, calabrese, studio per il sacerdozio. Soffro di aschimotoaschimoto in cura con eutirox 75mg, glutensesitivity, assumo gaviscon al bisogno e protezione per lo stomaco.
    . esame prescritto per debolezza, mal di testa, stanchezza fisica,sensazione nauseanausea, tremori e sudorazione ,sonnolenza, tono umore variabile da catatonico a irascibile... Dolori addominali, articolati e muscolari... Emocromo OK, se non eosinofili un po alti, emoglobina poco bassa se non ricordo male e ho un'insufficienza mitralica con pressione 90/60 Soffio sistolico 2/6...

    Ultima risposta di niko80 il Giovedì, 04 Dicembre 2014
  • Allie_ber
    Problemi di tiroide?
    Iniziata da Allie_ber Lunedì, 27 Ottobre 2014 1 Risposta

    Anche se i valori degli ormoni tiroidei e del TSH son nella norma, il fatto che i vari anticorpi siano elevati potrebbe indicare la presenza di una tiroidite (semplificando pottremmo definirla un'infiammazione della tiroide). Pertanto è opportuno che si rivolga ad un endocrinologo per verificare questa eventualità, anche perchè i sintomi che lamenta potrebbero essere causati da questa situazione.

    Ultima risposta di Prof. Dott. Zelano il Giovedì, 30 Ottobre 2014
  • giusyna
    sospensione eutirox dopo assunzione soia
    Iniziata da giusyna Venerdì, 28 Marzo 2014 1 Risposta

    Stia tranquilla e continui ad assumere regolarmente eutirox 75 fra 30 giorni ripetere gli esami. Non assuma latte di soia poiché contiene fitoestrogeni che potrebbero probabilmente modificare l'assetto endocrino del suo organismo.

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