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Adenocarcinoma prostatico

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    1 anno

  • Astrid2014 Adenocarcinoma prostatico
    2 anni

    PREVENZIONE GRATUITA TUMORE DELLA PROSTATA: IL 19 MARZO UN’INTERA GIORNATA CON IL CAMPER FONDAZIONE PRO IN PIAZZA TRIESTE E TRENTO A NAPOLI Anche la Fondazione PRO, (Prevenzione e Ricerca in Oncologia) festeggerà la Festa del Papà. Il 19 marzo, infatti, gli urologi della Fondazione che si occupa di prevenzione gratuita del tumore della prostata, saranno a bordo del Camper a Piazza Trieste e Trento a Napoli per l’intera giornata. L’orario sarà 10-18 per quanti vorranno farsi visitare gratis. La data del 19 marzo, inoltre, è altamente simbolica per la Fondazione che ha deciso di “adottarla” come "giornata della prevenzione maschile" proprio perchè dedicata al papa’.Non occorre prenotare; basterà dare il nominativo alle hostess ed attendere il proprio turno. sito: www.fondazionepro.it

    Fondazione PRO Onlus Fondazione PRO Onlus promuove la prevenzione e la ricerca scientifica e clinica nel settore delle malattie oncologiche. HTTP://www.fondazionepro.it
  • Antonella ha condiviso un video nel gruppo Adenocarcinoma prostatico.
    2 anni
  • Ivan Guido ha creato un nuovo articolo

    2 anni

Gruppo a disposizione dei malati di tumore alla prostata, moderato dal dott. Andrea Militello.
Inserite le domande al medico, le cure ricevute e le vostre impressioni.
** NOTA *** si sconsiglia di utilizzare le notizie raccolte in questo gruppo per percorsi diagnostico-terapeuitici. Prima di cambiare terapia o percorso diagonostico-terapeutico consultare sempre il medico di fiducia.

Categoria
Urologia, Chirurgia Urologica e Andrologia
Creato
Mercoledì, 29 Agosto 2012
Amministratori Gruppo
Riccardo Antinori, Isabel Zolli, luigincll09, Dott. Andrea Militello specialista Urologo/Andrologo Roma
  • Isabel Zolli
    Una svolta nella diagnosi del tumore prostatico
    Diagnosi mirata sulla lesione, minor numero di prelievi, individuazione delle aree sospette all’interno della ghiandola, percorso diagnostico più accurato, minori costi per il Servizio sanitario, anche alla prima biopsia, quindi al primo sospetto di tumore prostatico. Questi i vantaggi della TARGET BIOPSY, una metodica basata sulla Risonanza Magnetica Prostatica, oggetto dello studio appena pubblicato dalla più importante rivista scientifica di settore al Mondo, European Urology, elaborato dal professor Francesco Porpiglia, Ordinario di Urologia del Dipartimento di Oncologia dell’Università di Torino, Ospedale San Luigi Gonzaga.
     
     
     
    Il cancro della prostata ha un’incidenza di circa 200 casi per 100.000 abitanti: in Italia è la seconda neoplasia più diffusa dopo il tumore del polmone, ma diviene la prima nella popolazione con età superiore ai 70 anni. Ogni anno in Italia ne vengono diagnosticati40.000 nuovi casi
     
    La biopsia prostatica “standard”, unico metodo usato oggi per la diagnosi del carcinoma della prostata, (in Italia circa 200.000/anno, negli USA 1.000.000/anno) prevede il campionamento della ghiandola attraverso 12 prelievi, a cui se ne possono aggiungere altri 32 in caso di persistente sospetto di tumore dopo biopsia negativa. L’incertezza diagnostica, il rischio di sviluppare complicanze ad ogni prelievo bioptico, i costi per il sistema sanitario nazionale di prelievi ripetuti sono i limiti di questa metodologia. 
     
     
    La ricerca del team del professor Porpiglia, prima al mondo nel suo genere, ha coinvolto 212 uomini al primo sospetto di carcinoma prostatico e mai sottoposti a biopsia: i pazienti sono stati suddivisi mediante schema “random” in due gruppi, il primo gruppo è stato sottoposto a risonanza magnetica e target biopsy mediante sistema di fusione di immagini, il secondo a biopsia standard. I risultati dimostrano una maggiore diagnosi di tumori con un numero inferiore di prelievi nel gruppo in cui è stata utilizzata la risonanza magnetica (50.5%) rispetto al secondo gruppo (29.5%), il che si traduce in una diagnosi più accurata, meno biopsie, meno rischi per il paziente, e in una riduzione dei costi per il sistema sanitario. 
     
    Lo studio è stato sviluppato da una rete multidisciplinare delle realtà dell’Università e del territorio con maggiore esperienza nella diagnostica del carcinoma prostatico, che coinvolge le Radiologie universitarie della Città della Salute diretta dal professor G. Gandini e dell’AOU San Luigi di Orbassano (A. Veltri) e quelle dell’IRCCS di Candiolo (D. Regge) e dell’AO Mauriziano di Torino (S. Cirillo) nonché la Struttura di Anatomia Patologica dell’AOU San Luigi  (M. Volante).
     
    “I risultati di questo studio supportano l’uso della target biopsy mediante “fusione” di immagini anche al primo sospetto diagnostico di carcinoma e sono la testimonianza dell’efficacia del modello di ‘rete’ - spiega il professor Francesco Porpiglia - che vede la stretta collaborazione fra urologi, radiologi e anatomopatologi, che collaborano in modo scientifico e secondo step definiti. 
    Questo nuovo percorso diagnostico e le imminenti innovazioni tecnologiche in questo ambito - prosegue il professor Porpiglia – oltre a migliorare la qualità della diagnosi contribuiranno a meglio definire la strategia terapeutica” .
     
    Fonte: Università degli Studi di Torino

     

    Venerdì, 28 Ottobre 2016 da Isabel Zolli
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