Gruppo dedicato all'approfondimento degli aspetti diagnostico-funzionali e terapeutici caratteristici dell'approccio fisioterapico

Categoria
Medicina dello sport e Fisiatria
Creato
Lunedì, 22 Ottobre 2012
Amministratori Gruppo
laconix, Susanna Messaggio, Prof. Dott. Raoul Saggini (Ortopedia e Traumatologia), dott. Andrea Giardino (Fisioterapista)
  • Susanna Messaggio
    L’impatto della spasticità e l’utilizzo della tossina botulinica in riabilitazione

    Articolo realizzato con la collaborazione del prof Franco Molteni specialista in medicina Fisica e Riabilitativa

     Spasticità significa movimento involontario, movimento non voluto, quando il cervello o il midollo spinale non funzionano bene. Spasticità significa anche dolore, non riuscire a vestirsi. Spasticità significa perdere forme e funzioni del corpo. Quando un evento traumatico, oppure un improvviso infarto del cervello o qualunque tipo di malattia neurodegenerativa riducono le capacità del nostro sistema nervoso, cervello e midollo spinale  in particolare, di comandare adeguatamente tutta la muscolatura degli arti superiori e inferiori-  per riuscire a svolgere compiti di vita quotidiana o anche semplicemente per spostarsi per puro piacere o per vestirsi per svestirsi;  ecco quando tutte queste condizioni si verificano,  noi abbiamo la possibilità -attraverso la riabilitazione- di ridare "funzione" alla persona.  Per  rendere efficace ed efficiente il processo di riabilitazione è indispensabile quindi  trovare degli alleati.  I farmaci appunto sono complici importantissimi dell'esercizio terapeutico del medico e del fisioterapista;  che devono  stilare un programma di recupero.  In particolare la tossina botulinica per le caratteristiche di modulabilità dell'azione muscolare e di modulabilità dei dosaggi che andiamo ad utilizzare  e della precisione con cui possiamo localizzarla solo dove abbiamo muscoli che devono essere riportati ad un più razionale comportamento;  ecco che  la tossina botulinica è un alleato importantissimo -sin dalle prime fasi ovviamente  del processo di riabilitazione-  anche quando siamo vicini all'insulto traumatico o vascolare del sistema nervoso. Successivamente la tossina diviene  una compagna di viaggio di lungo termine,  perchè è possibile proseguire e  dare continuità di cura, in modo efficace ed efficiente,  associando tossina botulinica ed esercizio terapeutico. In questo processo, possono giocare un ruolo strategico anche la nuove tecnologie:  la robotica, le tecnologie di realtà virtuale, tecnologie che aumentano la capacità della persona di partecipare attivamente ad un programma di esercizio.  Ecco allora che  la tossina botulinica  deve far sì che queste tecnologie -che aumentano la capacità della persona e aumentano la capacità del team che cura la persona- di proporre esperienze di esercizio che diventano modalità di comportamento (e quindi diventano non solo una terapia asettica di laboratorio,   ma un  reinserimento nelle attività di vita quotidiana),  la tossina botulinica appunto,  deve impedire che il persistere di attività improprie inibisca  questi sistemi moderni di esercizio terapeutico nello svolgimento delle loro funzioni. Ecco allora che le nanotecnologie della farmacologia possono incidere in modo significativo sulla qualità della vita di un paziente.  La tossina botulinica si declina in nanogrammi che diventano unità di tossina botulinica,  iniettate  nel muscolo  (ma stiamo parlando di nanogrammi di prodotto) vengono inoculate in piccolissime quantità e permettono ai macrosistemi (macrosistema muscolare, muscolo scheletrico o macrosistemi di supporto terapeutico robotiche indossabili, guanti bionici e robot indossabili per camminare,  stimolazione elettrica funzionale,  realtà virtuale) di svolgere funzioni di esercizio estremamente mirate. Ecco allora -per la prima volta in riabilitazione- siamo nelle condizioni di essere precisi della modulazione,  attraverso la tossina botulinica e  precisi nella ridefinizione dell'esercizio attraverso nuove tecnologie.  Tutto questo con minima invasività ed estrema partecipazione della persona; perchè se la tossina botulinica apre una finestra terapeutica,  a questa finestra si deve affacciare il paziente, a questa finestra si deve affacciare anche il team riabilitativo, che deve accompagnare il paziente,  che aperta la finestra,  visto il mondo esterno  che può ridefinire e ricostruire,  dove poi assumere delle attività precise come concreto modo di effettuare terapia,  che  possono riportare la persona in condizioni di dignitosa situazione funzionale, ridurre sintomi e facilitare l'interazione globale del paziente anche da un punto di vista sociale. Importante anche l’associazione tra Tossina botulinica e SPLINT (apparecchi che applicati sopra o attorno ad un segmento leso, aumentano, migliorano o controllano la funzione compromessa) ad esempio una ginocchiera, una specie di cavigliera, un guanto  per mantenere  risultati che si ottengono con la tossina botulinica. E allora anche qui devono essere rimodulati i muscoli che devono evitare di opporsi a quanto lo Splint,  o l'Ortesi (Apparecchio correttivo degli arti del corpo, applicabile a essi ma non sostitutivo degli stessi) fanno  per mantenere la corretta posizione e quindi non ci deve essere più una sorta di braccio di ferro fra il muscolo che -sottratto alla volontà della persona- si oppone ad un corretto posizionamento di una mano in uno Splint o di un piede in un’Ortesi e quindi noi dobbiamo ritrovare un ulteriore alleanza terapeutica fra le nanotecnologie, le  nanofarmacologie  che permettono di entrare a fondo nel sistema e  rimodularlo plasticamente. "Quindi- conclude il dottor Franco Molteni- tossina botulinica e plasticità sono strettamente correlati.  Non stiamo parlando di un veleno ma stiamo parlando di un induttore di plasticità,  attraverso la modulazione dell’ attività di muscoli,  che a loro volta evitano di mandare informazione sbagliate al nostro  cervello e  il nostro cervello che deve impegnarsi profondamente per ritrovare un  contatto funzionale adeguato, è facilitato in questo.  Modulazione facilitazione, plasticità, selettività, mini-invasità,  interazione,  interazione prima ancora che azione, benessere, dignità, azione e funzione".  Benessere e  funzione sono esattamente i due target fondamentali della riabilitazione e per raggiungere obiettivi così ambiziosi in situazioni di elevata complessità bisogna agire in modo sinergico su tutti i punti del sistema sfruttando tutto quanto la scienza oggi ci mette a disposizione.

     

     

     

     

     

     

    Giovedì, 31 Maggio 2018 da Susanna Messaggio
  • dott. Andrea Giardino (Fisioterapista)
  • Susanna Messaggio
  • dott. Andrea Giardino (Fisioterapista)
  • dott. Andrea Giardino (Fisioterapista)
  • dott. Andrea Giardino (Fisioterapista)
  • dott. Andrea Giardino (Fisioterapista)
Visualizza tutti gli articoli Visualizzando 7 di 7 Articoli
  • erika79
    Sempre dolori
    Iniziata da erika79 Martedì, 31 Gennaio 2017 1 Risposta

    Buon giorno. ...potrebbe trattarsi di dolore alla colonna cervicale. ...proviamo fare Rx cervicale. .o dolore da contrattura muscolare. ...in base alla posizione assunta durante il sonno. ...ha provato ad assumere antinfiammatori. ..passa il dolore? ?? Buona giornata

    Ultima risposta di Dott.ssa Camodeca Maria Carla (Nutrizionista) il Mercoledì, 01 Febbraio 2017
  • erika79
    Sempre dolori
    Iniziata da erika79 Mercoledì, 25 Gennaio 2017 1 Risposta

    Salve. ..x il momento si aiuti con antidolorifici. ..e poi aspettiamo esito esami. ..a risentirci

    Ultima risposta di Dott.ssa Camodeca Maria Carla (Nutrizionista) il Giovedì, 26 Gennaio 2017
  • massimo
    Referto RX e che fare per persona anziana ?
    Iniziata da massimo Lunedì, 10 Ottobre 2016 1 Risposta

    Salve,
    il referto descrive un quadro di discopatia degenerativa ed osteoporosi. Ovviamente senza vedere le immagini e visitare la paziente non è possibile fare una diagnosi.
    La zoppia potrebbe essere dovuta ad una stenosi lombare, ad un'ernia discale o ad una coxartrosi.
    Dovrebbe eseguire una RMN della colonna lombosacrale, un rx del bacino ed una visita ortopedica.
    Cordiali saluti
    Dott Fabio Pascarella

    Ultima risposta di Fabio Pascarella (Ortopedia e Chirurgia della Mano) il Mercoledì, 19 Ottobre 2016
  • AID
  • emilescu
    FAR RICRESCERE LA CARTILAGINE DELLE GINOCCHIA?
    Iniziata da emilescu Mercoledì, 11 Novembre 2015 1 Risposta

    Buongiorno,
    la cartilagine è un tessuto che spontaneamente non ricresce, ci sono varie tecniche chirurgiche per la riparazione dei difetti condrali che ricreano una cartilagine simile a quella nativa ma non proprio uguale. Il mio gruppo ha creato una propria tecnica e abbiamo degli ottimi risultati clinici e anatomopatologici (www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/…) nel link trova il collegamento all'abstract dell'articolo pubblicato su KSSTA.
    Bisogna comunque visitarLa e capire se ha un difetto condrale localizzato o generalizzato a tutta l'articolazione, capire l'entità del difetto e decidere se trattarlo chirurgicamente o conservativamente con infiltrazioni di acido ialuronico o prp e fisioterapia.
    Cordiali saluti
    Dott Fabio Pascarella

    Ultima risposta di Fabio Pascarella (Ortopedia e Chirurgia della Mano) il Venerdì, 13 Novembre 2015
  • marco227
    Sedia posturale ergonomica
    Iniziata da marco227 Lunedì, 09 Novembre 2015 2 risposte

    Scusi, ho sbagliato il sito web www.sediaufficioergonomica.it

    Ultima risposta di marco227 il Lunedì, 09 Novembre 2015
  • india
    SPALLA DESTRA DOLORANTE NONOSTANTE TERAPIE
    Iniziata da india Martedì, 29 Settembre 2015 4 risposte

    La ringrazio dottore per la sua disponibilità,sicuramente guarderò i link da lei consigliati.Buona serata!

    Ultima risposta di india il Mercoledì, 30 Settembre 2015
  • Giuseppe5
    Frattura composta primo cuneiforme sinistro
    Iniziata da Giuseppe5 Lunedì, 31 Agosto 2015 1 Risposta

    La frattura del 1° cuneiforme assume una certa importanza sotto il profilo diagnostico/terapeutico perché il 1° cuneiforme del piede fa parte delle 3 ossa cuneiformi (il 1° è quello più mediale-il 2° è quello intermedio-il 3° è quello più laterale) che partecipano alla formazione dell'arco plantare che è molto importante per la funzione del passo e della stazione eretta.
    Trattandosi di una frattura composta (che altrimenti sarebbe stata "scomposta" con possibile indicazione chirurgica) significa che ci sono molto più rapide possibilità di guarigione. Se il collega ha ritenuto prescriverle una scarpa "TALUS" avrà senz'altro avuto dei validi motivi per porle indicazione a tenerlo per 14 giorni.
    Nel frattempo può effettuare solo esercizi di mobilità attiva e passiva del collo piede per mantenere il tono muscolare.
    Per il ritorno all'attività sportiva è necessario un controllo radiografico e, quindi, acconsentire la ripresa dell'attività sportiva.
    Tenga conto che un minimo di 30 giorni è "prudenza".
    Auguri

    Ultima risposta di Dott. Luigi Grosso - Chirurgo Spalla e Gomito il Mercoledì, 02 Settembre 2015
  • Micol
    Fascite plantare
    Iniziata da Micol Martedì, 13 Agosto 2013 2 risposte

    Grazie mille le scriverò a breve. Micol

    Ultima risposta di Micol il Venerdì, 23 Agosto 2013
  • Micol
    Fascite plantare
    Iniziata da Micol Martedì, 13 Agosto 2013 0 risposte
Visualizza tutte le domande Visualizzando 10 di 11 domande

Tour del sito