Problemi alimentari quali anoressia, bulimia, alimentazione incontrollata ? siamo qui per parlarne insieme, ma anche solamente se avete bisogno di un supporto psicologico alla dieta che state affrontando per cercare di portarla a termine.

Categoria
Psichiatria e Psicoterapia
Creato
Martedì, 13 Novembre 2012
Amministratori Gruppo
Dr.ssa Daniela La Porta (psicologa), dott.ssa Ronchi (Psicologia 2), Dr. ssa Paola Uriati (psicologa), Dott. Vittorio Catalano (psicologo clinico) , SerenaGrimaldi, dott. Pacini (Psichiatria e Dipendenze), Sperelli, Isabel Zolli
  • Dr.ssa Daniela La Porta (psicologa)
    La Giornata del Fiocchetto Lilla

     

    La Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla simbolo della lotta contro i disturbi dell'alimentazione


    La Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla è giunta quest'anno alla sua VII edizione. Questa ricorrenza è nata nel 2012 su iniziativa di un padre che il 15 marzo 2011 ha perso sua figlia a causa di quel tragico male dell'anima che non riesce più a stare nel corpo e a nutrirlo e a sentirlo.

    Sono trascorse due settimane da questa ricorrenza, identificata nel giorno 15 marzo.

    La finalità di questa giornata è sensibilizzare l'opinione pubblica su questa tematica e accrescere la consapevolezza della GRAVITA' dei disturbi della nutrizione e dell'alimentazione.

    Il 15 marzo e nei giorni successivi giorni asl, ospedali e associazioni di tutta Italia hanno organizzato iniziative volte non solo a diffondere la conoscenza di tali patologie ma anche a mettere a disposizione servizi come sportelli di ascolto, consulenze specialistiche gratuite e informazioni relative ai disturbi della nutrizione e all’alimentazione, alla loro prevenzione ed ai possibili percorsi di cura.

    Una iniziativa importante quella di dedicare un giorno a questi disturbi purTROPPO molto diffusi, molto più di quanto non si pensi. 

    Il mio intento è quello di dire a tutti che questi disturbi devono essere ricordati ogni giorni e di dire a tutte le persone che ne soffrono di CHIEDERE AIUTO, LOTTARE E NON ARRENDERSI MAI 

    GUARIRE DA QUESTI DISTURBI SI PUO'

     

    Quali sono i disturbi dell'alimentazione

    Le principali forme di manifestazione del disturbo a cui si fa riferimento sono tre: anoressia nervosa, bulimia nervosa e binge eating.

    Le tre patologie hanno tratti in comune, tra cui una rappresentazione mentale distorta del proprio corpo, del peso e dell’alimentazione, una percezione distorta dei bisogni fisiologici e del senso di fame e di sazietà, un difetto di autostima.

    Altri tratti sono invece distintivi quali la tematica del controllo piuttosto che del perfezionismo e una connotazione di impulsività.

    Oltre a queste forme del disagio si possono riscontrare una serie di patologie alimentari che si presentano in modalità diverse. E' il caso di disturbi alimentari sotto soglia, ossia quei disturbi che, pur necessitando di attenzione clinica, non soddisfano i criteri diagnostici per uno dei disturbi dell'alimentazione sopra specificati.
    Un altra tipologia di disturbo alimentare è oggi l'ortoressia che consiste nella ricerca ossessiva di cibi 'sani'.

    - La tematica è ampia e complessa e tornerò a trattarla in altri articoli o su specifiche richieste dei lettori-


    MALI DELL'ANIMA

    Così li chiamano molte persone che ne soffrono o che sono vicine a chi ne soffre.

    I disturbi dell'alimentazione e della nutrizione possono essere espressi come un conflitto profondo fra:

     - un'anima e un corpo che non riescono a trovare armonia
     - bisogni e azioni per soddisfarli che non si incontrano mai
    - 'esserci' e 'non esserci'
          

    'Male dell'anima' rende bene il senso della profonda sofferenza che colpisce le persone che vivono questi disagi nonché la loro gravità.

    La gravità di tali disturbi va intesa sia in termini di sofferenza fisico-psicologica che di conseguenze sulla vita delle persone che ne soffrono e delle persone che gli sono accanto.


    CHI COLPISCONO?

    I disturbi della nutrizione e dell'alimentazione in particolare anoressia e bulimia, fino a qualche decennio fa riguardavano prevalentemente giovani in età puberale e di sesso femminile.

    Negli anni più recenti tuttavia il fenomeno si è ampliato fino a coinvolgere bambini in età scolare e prescolare e persone di età ben superiore a quella che caratterizza l’ingresso nell’età adulta. Anche dal punto di vista del sesso maggiormente colpito, ci sono stati dei cambiamenti: patologie come l’anoressia nervosa e la bulimia nervosa hanno iniziato a riguardare in misura più accentuata il sesso maschile. Un esempio di anoressia al maschile è chiamata vigoressia nella quale l’attenzione ossessiva verso le forme e il controllo sul cibo si tramutano in ossessione per un corpo perfetto, muscoloso, scolpito.

    L’aumento dei casi ad esordio precoce è spiegato da almeno due fenomeni: l’abbassamento dell’età di sviluppo sessuale osservato negli ultimi decenni e l’anticipata esposizione dei giovani, tramite sempre più rapidi e disponibili mezzi di comunicazione, alle pressioni socio-culturali relative alla magrezza, al corpo modellato e alla bellezza.


    QUALCHE DATO

    Un altro elemento di gravità dei disturbi alimentari riguarda la diffusione di tali disturbi.

    I dati e le statistiche rese disponibili da diverse fonti ufficiali evidenziano che si tratta di uno dei problemi di salute mentale più diffusi: in Italia sono oltre 3 milioni i giovani che soffrono di disturbi del comportamento alimentare.

    Secondo l’OMS i disturbi del comportamento alimentare rappresentano la seconda causa di morte per gli adolescenti dopo gli incidenti stradali.

    Dati allarmanti? Decisamente si.

    Pur non occupandomi di epidemiologia e di percentuali non posso non trasmettervi il mio stato di allerta di fronte a certi dati.


    NUOVO MODO DI ESPRIMERE IL DISAGIO?

    Negli ultimi decenni il nostro paese come tutto il mondo occidentale ha vissuto una serie di mutamenti che hanno riguardato la cultura, i valori socio-individuali, gli stili di vita, i comportamenti e che si sono tradotti in nuove esperienze emotive e cognitive e conseguentemente nuove manifestazioni psichiche.

    Un dato di fatto è che si sono diffusi disturbi psichici del comportamento tra cui dipendenze di vario tipo, disturbi del controllo degli impulsi e disturbi della sfera alimentare, che si sono affermati come una sorta di ‘moderna’ modalità di esprimere il disagio psichico.

    Ad oggi è stato definito uno dei problemi di salute più diffusi; cito il professor Massimo Cuzzolaro, uno dei maggiori esperti nei disturbi alimentari in Italia che, in una delle sue pubblicazioni, parla di epidemia dei nostri tempi.


    L'importanza di chiedere aiuto

    C'è qualcos'altro che mi allarma come professionista e che mi spinge a dare il mio contributo attraverso questo articolo... la scarsa conoscenza del fenomeno, la difficoltà a riconoscerla come vicino a noi o 'dentro' di noi e ..ancor di più la paura e la vergogna di chi ne soffre nel gridarla e nel chiedere aiuto a professionisti specializzati.

    'Bambine, bambini, donne, ragazze o ragazzi che soffrite, fate sentire la vostra voce'

    Chi è riuscito a chiedere aiuto, esorta così tutte e tutti coloro che soffrono ancora in silenzio

    Ricordate sempre che i disturbi della nutrizione e dell'alimentazione si possono affrontare e curare


    LA CURA 

    Un aspetto fondamentale nella cura di queste patologie è che i pazienti devono essere accolti in strutture che possono assicurare al paziente una equipe multidisciplinare integrata in cui collaborano diversi specialisti: medico internista, nutrizionista, psichiatra, psicologo, psicoterapeuta.

    Un altro aspetto da sottolineare riguarda la necessità di trattare i disturbi sia con la persona che vive il disagio sia con le famiglie che, pur non portando il sintomo legato al cibo, portano una enorme sofferenza, un vissuto di impotenza, di sensi di colpa, di senso di inadeguatezza.


    LA GUARIGIONE

    Una domanda ricorrente dei pazienti e dei familiari è “si può guarire?”. La domanda è irrefrenabile soprattutto nei periodi di maggiore sofferenza e quando la speranza talvolta viene meno accecata dal dolore e dal senso di impotenza.

    Quando si parla di tale tipo di disturbi il concetto di guarigione è decisamente complesso. E’ importante tenere presente che non è possibile applicare gli stessi criteri della cultura medica, che intende la guarigione come il risolvimento favorevole e positivo di una condizione morbosa che ha avuto un’insorgenza e un decorso. Nel caso di patologie mentali, infatti,

    il disturbo psichico non è una malattia che cambia il corso dell’esistenza ma è il cambiamento stesso dell’esistenza; è un’esperienza, un pezzo di vita, una crisi e una vicenda che mutano una persona.

    Il termine 'guarigione' va pertanto affrontato con cautela in quanto può condurre ad un concetto di salute e malattia che non rende sufficientemente l'idea dell'individuo come persona. Una persona che vive esperienze molto dolorose come quella di un disturbo alimentare non può che rimanere in se stesso con le proprie ferite e le proprie debolezze, con le proprie cadute e con la propria capacità di rialzarsi inizialmente con l'aiuto di chi con competenza e con autentico desiderio di 'cura' accompagna, affianca e sostiene le persone che soffrono in un PERCORSO DI GUARIGIONE.

    Parlare di percorso è necessario per  comprendere che si tratta di concepire il decorso di una patologia alimentare in termini di evoluzione della patologia stessa, e considerarla in termini quantitativi e qualitativi ovvero tenendo conto sia della riduzione e della scomparsa dei sintomi specifici sia del miglioramento delle condizioni mentali e di vita complessive.

    In tali termini è decisamente possibile parlare di risoluzione  di patologie anche nel caso di disturbi così complessi come i disturbi della nutrizione e dell'alimentazione.
    Raggiungere un’adeguata maturazione individuale e sessuale, un efficace inserimento nella vita sociale, una vita lavorativa soddisfacente e la costruzione di una vita indipendente dal punto di vista pratico e affettivo si può.
    Raggiungere un senso di benessere e di 'pienezza della vita', un senso di nutrizione del proprio corpo e della propria anima, una condizione insomma che è la condizione di salute a cui tutti aspirano e che tutti gli individui faticano nel corso della loro vita a conservare si può.

    L'argomento che ho voluto trattare è decisamente complesso e merita molto più spazio e molte più riflessioni nonché una grande umiltà nel trattarlo
    Per quanto mi riguarda il mio intento era sottolineare l'importanza di questa ricorrenza, contribuire all'informazione e alla sensibilizzazione su questa tematica e dare la mia disponibilità a tutti coloro che ne sentano la necessità di avere informazioni più approfondite
    Sono pertanto a disposizione per domande, chiarimenti, ulteriori approfondimenti

    Scrivimi a: danielalaportapsi@gmail.com

    A presto!

    Daniela La Porta

     

    Lunedì, 26 Marzo 2018 da Dr.ssa Daniela La Porta (psicologa)
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  • AnnaCap
    Dieta Depurativa
    Iniziata da AnnaCap Giovedì, 22 Settembre 2016 3 risposte

    In verità poi la dieta era diversa, ma ho dovuto eliminare il collegamento della dieta.

    Ultima risposta di AnnaCap il Giovedì, 29 Settembre 2016
  • renee
    obesità
    Iniziata da renee Domenica, 09 Marzo 2014 1 Risposta

    Non vedo in cosa dovrebbe impegnarsi (???) Se ha un'obesità e ha tentato il bendaggio, e il bendaggio non sta funzionando, significa che il bendaggio ha i suoi limiti, generali e nel suo caso. Quindi è il caso di pensare ad un intervento diverso, ad esempio un bypass. Non esistono al momento terapie mediche per l'obesità, anche se si sente parlare di prodotti del tipo che dice Lei, al momento non esiste un regime terapeutico continuativo da poter utilizzare. Non ci sono neanche farmaci per l'appetito, o meglio o ne esistono alcuni per perdere peso, non per restare di un peso ridotto (quindi in altre parole lo riprende), oppure ne esistono di quelli che riducono di poco il peso, il che non ha molto senso.

    Ultima risposta di dott. Pacini (Psichiatria e Dipendenze) il Giovedì, 13 Marzo 2014
  • Lorenzo Acerbo
    Gli psicofarmaci possono portare problemi allo stomaco?
    Iniziata da Lorenzo Acerbo Giovedì, 02 Gennaio 2014 9 risposte

    Non si capisce di quali farmaci si stia parlando. Si parla di "tolleranza al farmaco", il che non riguarda che alcune classi di farmaci. Punto primo. Punto secondo: l'effetto paradosso non ha niente a che vedere con le alte dosi di un farmaco, compare anche a dosi minime e non è "paradosso" ma è un effetto iniziale delle terapie, dovuto al fatto che l'iniziale effetto sui sistemi cerebrali può essere ansiogeno, perché quello terapeutico non è diretto e immediato ma compare nel tempo. L'effetto paradosso è un fenomeno diverso, non dipende neanche quello dalla dose, e significa un effetto contrario a quello atteso, perché alcuni individui rispondono alle dosi (di solito basse) in maniera diversa.

    Ultima risposta di dott. Pacini (Psichiatria e Dipendenze) il Sabato, 08 Marzo 2014
  • Fede
    Difficoltà nel perdere peso
    Iniziata da Fede Martedì, 06 Agosto 2013 1 Risposta

    Le diete sono in grado di far variare il peso, ma non ne assicurano il mantenimento. In più, se il movente è estetico o di controllo del peso senza motivi medici, il rischio è di sollecitare un bisogno di controllo del cibo che si lega all'autostima.I quadri di anoressia-bulimia spesso sono innescati da diete in età adolescenziale. Il controllo dell'appetito in questi casi, anche se il peso è mantenuto entro limiti accettabili, peggiora e si accompagna a un peggioramento dell'umore. Inoltre è sempre opportuno chiarire se esista una ragione particolare (es. ormonale) che interferisce con il normale metabolismo, e che può limitare l'efficacia di una dieta standard.

    Ultima risposta di dott. Pacini (Psichiatria e Dipendenze) il Mercoledì, 07 Agosto 2013
  • lele
    causa inappetenza bambini 2
    Iniziata da lele Venerdì, 22 Marzo 2013 1 Risposta

    Dovrebbe rivolgersi ai colleghi della sezione di pediatria/neonatologia

    Ultima risposta di dott. Pacini (Psichiatria e Dipendenze) il Domenica, 24 Marzo 2013
  • lele
    cause inappetenza bambini
    Iniziata da lele Giovedì, 21 Marzo 2013 1 Risposta

    Gentilissimo,
    davanti ad un rifiuto del cibo la prima cosa da fare è quello di farlo visitare dal suo pediatra di riferimento.
    Cordialmente

    Ultima risposta di dott.ssa Ronchi (Psicologia 2) il Giovedì, 21 Marzo 2013
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