Stato psicopatologico contrassegnato da abbassamento del tono dell'umore, abbattimento, prostrazione fisica e psichica. Un certo grado di malinconia deve essere considerato un normale turbamento dell'umore, ma scade nella d. quando non è più possibile ripristinare un adeguato equilibrio affettivo. Esistono diverse forme di d., in parte differenziabili sulla base delle diverse possibili cause o concause (lesioni organiche, malattie generali concomitanti, substrati biologici come deficit di neuromediatori, fattori genetici e psicodinamici).

Categoria
Psicologia
Creato
Lunedì, 04 Febbraio 2013
Amministratori Gruppo
Debora3, Isabel Zolli, dott.ssa Anna Zanon (Psicologia), Sperelli, SerenaGrimaldi, Dott.ssa Martina Iafolla Psicologa Clinica, Antonella
  • Sperelli
    Depressione: sottovalutata da molte persone con tumore, diabete e malattie reumatiche

    “La depressione, quando legata o conseguenza di altre malattie, è per lo più sottovalutata sia da chi ne soffre sia dai medici, quasi considerata un effetto collaterale scontato”, afferma Francesca Merzagora, Presidente di Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna, in occasione della presentazione a Milano dell’indagine volta a esplorare il tema della depressione in generale e la relazione tra questa e alcune malattie quali tumori, malattie reumatiche e diabete sia da un punto di vista qualitativo, su un campione di 18 pazienti e caregiver, sia quantitativo, su un campione di 240 pazienti. Il progetto si è avvalso della collaborazione di numerose associazioni di pazienti tra cui AIMAC, Associazione Italiana Malati di Cancro, parenti e amici, ANMAR, Associazione Nazionale Malati Reumatici, APMAR,

    Associazione Nazionale Persone con Malattie Reumatologiche e Rare, Europa Donna Italia, FAND, Associazione Italiana Diabetici e SIP, Società Italiana di Psichiatria, ed è realizzato con il contributo incondizionato di Janssen, azienda farmaceutica di Johnson & Johnson.

     

     

     

    I dati rivelano che la depressione colpisce 1 persona su 4 con malattie reumatiche, quasi 1 malato di tumore su 6 e il 2% di coloro che hanno il diabete. 4 malati su 10 la considerano una conseguenza della malattia primaria soprattutto laddove la componente dolorosa è molto forte, e per questo tendono a sottovalutarla. A conferma di questo due fattori: la scelta della persona di riferimento per la cura della

    depressione e l’utilizzo di farmaci specifici. Se chi soffre “solo” di depressione è seguito nell’83% dei casi da uno psichiatra, è in trattamento con farmaci specifici (87%) e segue una terapia psicologica o psichiatrica (72%), coloro che soffrono di altre malattie si rivolgono quasi nella metà dei casi al medico di medicina generale anche per la gestione della depressione e solo 1 su 5 si rivolge allo psichiatra; solo 1 paziente su 2 inoltre segue una terapia farmacologica adatta e una terapia psicologica o psichiatrica. La paura di essere dipendente dai farmaci per oltre il 40% e il rifiuto di assumere ulteriori farmaci oltre a quelli che si prendono per la malattia primaria (26%) sono i principali timori legati alla cura della depressione. Altro dato

    degno di nota è il fatto che nessuna delle persone con depressione e altre malattie è in cura presso un centro di salute mentale, cosa che si verifica per il 68% delle persone con “solo” depressione.

    “La depressione ha un effetto biunivoco: aumenta il rischio di malattie cardiovascolari, diabete, patologie urologiche, oncologiche, pneumologiche e neurologiche, in quanto anticipa e peggiora il decadimento cognitivo”, afferma Claudio Mencacci, Direttore Dipartimento Salute mentale e Neuroscienze ASST

    Fatebenefratelli Sacco. “Chi soffre di queste patologie è a sua volta più esposto al rischio di soffrire di depressione che ne peggiora gli esiti”.

    Sottovalutata ma comunque temuta. Per un terzo di coloro che soffrono anche di altre malattie, la percezione di essere a rischio di sviluppare la depressione è molto alta, con una forte differenza tra pazienti reumatici e oncologici, quest’ultimi sicuramente più seguiti dal punto di vista psicologico sin dalla diagnosi della malattia primaria per il tipo di percorso diagnostico terapeutico. Ben 6 pazienti con malattie reumatiche su 10 infatti si sentono molto esposti al rischio di sviluppare depressione.

    “I risultati di questa indagine, prima nel suo genere, hanno messo in luce due aspetti molto significativi della vita e del percorso di cura dei pazienti: quanto sia fondamentale, per perseguire benessere e salute completi, che siano considerate come persone a 360 gradi, non solo legati a un’unica dimensione patologica, e quanto sia importante continuare a combattere lo stigma legato ancora oggi alla malattia

    mentale”, afferma Massimo Scaccabarozzi, Amministratore Delegato e Presidente di Janssen Italia. “Il nostro impegno come Janssen, da 60 anni a questa parte, è minimizzare l’impatto delle patologie mentali sui pazienti, grazie alla ricerca di soluzioni terapeutiche innovative. Siamo impegnati nell’identificare nuovi

    target per la depressione, l’insonnia e la schizofrenia. L’obiettivo è unire l’efficacia terapeutica dei farmaci con la riabilitazione e il conseguente reinserimento in società dei pazienti; lo dimostra il progetto Triathlon - Indipendenza, Benessere, Integrazione nella Psicosi - ideato per far fronte alle criticità che, quotidianamente, caratterizzano l’assistenza e il trattamento delle persone che soffrono di psicosi”.

    “La depressione è una malattia che condiziona completamente l’esistenza sia delle persone che ne soffrono sia di coloro che se ne prendono cura”, continua Merzagora. “Secondo gli intervistati sintomi quali tristezza (75%), pensieri negativi (72%), perdita di interesse nel fare le cose (65%), di energia (62%) e un senso di solitudine da cui è difficile trovare sollievo (60%) sono quelli che maggiormente incidono sulla qualità di vita. La tristezza e la solitudine a volte è talmente forte e la percezione del futuro è così negativa che oltre 1 persona malata di depressione su 2 dichiara di aver avuto pensieri suicidari, tra questi 1 su 4 tre o quattro volte nell’ultimo mese. Anche i familiari e coloro che si prendono cura della persona depressa si trovano a vivere e soprattutto subire una situazione molto pesante nella quale tutte le energie sono concentrate sul malato. I risultati dell’indagine dimostrano quanto siano necessari interventi concreti per superare lo stigma ancora molto radicato a livello socio-culturale nel nostro Paese che provoca purtroppo un isolamento del paziente stesso e della sua famiglia. Per questo a breve realizzeremo una pubblicazione

    divulgativa per avvicinare le persone a diagnosi e cure. Fondamentale inoltre non tralasciare chi si prende cura del malato offrendo un supporto emotivo e concreto. La depressione, così come le principali malattie femminili saranno affrontate a settembre nel primo Congresso scientifico di Onda a Milano”.

    “La depressione continua a crescere, ormai è in cima alla lista delle cause di cattiva salute nel mondo. In 10 anni è aumentata di quasi il 20 per cento”, prosegue Mencacci. “Un campanello d’allarme per tutti e un monito a ripensare con urgenza alla salute mentale e al suo mantenimento. Fondamentale risulta investire in ricerca e innovazione per migliorare ulteriormente l’efficacia delle cure e comprendere più a fondo le interazioni con i diversi contesti ambientali”, conclude.

    “La Commissione Sanità del Senato ha da tempo intenzione di iniziare una indagine conoscitiva sulla depressione, un fenomeno più che una patologia assai differenziata per intensità, per difformità di manifestazioni, e dunque che richiede diagnosi e terapie differenziate”, spiega Emilia Grazia De Biasi, Presidente Commissione Igiene e Sanità, Senato della Repubblica. “Uno stato d’essere del nostro tempo, che riguarda in misura maggiore le donne, che richiede approcci scientifici in grado di intervenire sullo stigma e sulla disinformazione. Per depressione oggi si intendono cose assai diverse, che non sempre hanno a che fare con l’aspetto patologico, ma sono manifestazioni ansiose, o disturbi di comportamento, o semplicemente effetti di momenti difficili della vita. Fare chiarezza sulla depressione è un dovere del

    legislatore, perché, attraverso l’ascolto e la relazione con il mondo medico-scientifico, possa deliberare in modo informato. Ancora una volta grazie a Onda che apre strade innovative nel campo della salute”.

    Lunedì, 12 Giugno 2017 da Sperelli
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    The marketing of a myth
    Giovedì, 07 Maggio 2015 da Riccardo Antinori
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    Depressione e antidolorifici....
    Lunedì, 01 Dicembre 2014 da Alessandra
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  • Fabio Pasca
    Il suicidio allargato
    Martedì, 21 Gennaio 2014 da Fabio Pasca
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  • Pande
    Rimosso
    Iniziata da Pande Martedì, 22 Novembre 2016 3 risposte

    Rimosso

    Ultima risposta di Pande il Martedì, 22 Novembre 2016
  • Sara_sara90
    Rimosso
    Iniziata da Sara_sara90 Lunedì, 13 Giugno 2016 3 risposte

    Posso immaginare cosa stai passando, ma con il giusto sostegno la situazione migliorerà sicuramente. Se hai bisogno di altri chiarimenti, puoi contattarmi senza alcun problema. Buona giornata

    Ultima risposta di Dott.ssa Martina Iafolla Psicologa Clinica il Lunedì, 13 Giugno 2016
  • Robin
    Omeopatia e agopuntura nella cura della depressione
    Iniziata da Robin Giovedì, 22 Ottobre 2015 1 Risposta

    Chiedo scusa per l'intrusione ma credo di poter rispondere per quanto concerne l'agopuntura . L'agopuntura si occupa da sempre di Depressione. L’osservazione clinica empirica tramandata e quella più recentemente osservata si è arricchita negli ultimi anni con le conferme che ci vengono dalla ricerca scientifica . Numerosi studi dimostrano chiaramente l’effetto terapeutico e mettono in luce possibili meccanismi d’azione .Cito due studi di recente pubblicazione.
    Nel primo si valuta l’impatto dell'agopuntura su due gruppi di 45 pazienti , uno trattato con inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI),l’altro trattato anche con l’agopuntura . Prima del trattamento, e dopo la prima ,la seconda e la quarta settimana di trattamento, è stata utilizzata la scalala Hamilton (HAMD) per valutare la depressione e sono stati misurati i livelli nel siero di 5-HT, interleuchina-1 beta (IL-1β), interleuchina-6 (IL-6), interleuchina-4 (IL-4) e interleuchina-10 (IL-10) .La combinazione di agopuntura e SSRI si è dimostrata più rapida e più efficace rispetto alla semplice somministrazione orale di SSRI e contribuisce a regolare lo squilibrio nel siero di 5-HT e Th1 / Th2.
    Il secondo studio ha preso in considerazione l'ipotesi che l’azione antidepressiva dell’agopuntura possa essere collegata all’azione di modulazione sul sistema vagale. Un gruppo di pazienti è stato trattato con agopuntura mentre il gruppo di controllo è stato sottoposto a “falsa agopuntura”, agopuntura sham , in cui l’ago non penetra nella cute. I pazienti sono stati valutati tramite Holter, quindi frequenza cardiaca , pressione sistolica e diastolica e attraverso valutazione psicologica . I risultati mostrano come nel gruppo sottoposto ad agopuntura vera il miglior controllo di pressione arteriosa e frequenza cardiaca si accompagnino ad un miglioramento significativo della sintomatologia depressiva.
    A questo proposito faccio osservare come recentemente si stia dando grande importanza ,in ambienti scientifici lontani dall’agopuntura, alla neuromodulazione transcutanea del nervo vago attraverso il padiglione auricolare per il trattamento dell’epilessia nel bambino che non risponde al farmaco e nelle emicranie , possibilità ben conosciuta dall’agopuntura auricolare.

    Zhongguo Zhen Jiu. 2015 Jun;35(6):539-43.
    [Impact on serum 5-HT and TH1/TH2 in patients of depressive disorder at acute stage treated with acupunctureand western medication]
    Liu Y, Feng H, Mao H, Mo Y, Yin Y, Liu W, Song M, Wang S.

    Complement Ther Clin Pract. 2015 Aug;21(3):193-200. doi: 10.1016/j.ctcp.2015.07.002. Epub 2015 Jul 6.
    Acupuncture-induced changes of vagal function in patients with depression: A preliminary sham-controlled study with press needles.
    Noda Y1, Izuno T2, Tsuchiya Y2, Hayasaka S2, Matsumoto K3, Murakami H2, Ito A2, Shinse Y2, Suzuki A2, Nakamura M4.

    Ultima risposta di dott. Farci (Agopuntura) il Giovedì, 22 Ottobre 2015
  • Antonella
    Periodo buio
    Iniziata da Antonella Lunedì, 31 Agosto 2015 1 Risposta

    Gentile Andromeda, capisco che non sia per niente facile abituarsi a condurre una vita scandita da controlli e analisi, e soprattutto l'insorgenza di ansia in circostanze del genere è assolutamente normale. Tuttavia come lei certamente sa attualmente il Les vien trattato in modo efficace e consente una buona qualità della vita, anche se in una fase iniziale il paziente tende ad identificarsi con la propria malattia. Presto si renderà conto che lei continua ad essere la persone che era, con tutte le sue caratteristiche, il suo carattere, le sue risorse e le sue debolezze. Quello che posso consigliarle e per prima cosa di essere indulgente verso se stessa: io non conosco la sua età, né la sua professione, ma immagino che abbia hobbies, interessi (visto che fa allusione ai viaggi), passioni. Continui a coltivarle e si conceda il tempo di adattarsi alla idea della Les: lei sa di essere malata da pochi mesi, il nostro sistema nervoso ha bisogno di tempo per accettare nuove informazioni su se stessi ed elaborare una nuova idea di sè. Poi non legga continuamente notizie sulla sua malattia, perché questo sollecita lo stato ansioso senza portare nessun reale beneficio, ma piuttosto, se ha tempo per farlo e le piace, si iscriva ad un corso di yoga, o di tai chi, o anche semplicemente di giardinaggio, o qualunque attività che coinvolga in maniera dolce il suo corpo e la aiuti a riconciliarsi con esso. Se lo desidera mi scriva in privato su questo stesso sito con maggiori dettagli, sarò lieta di darle consigli più mirati. Coraggio, ce la farà certamente a superare questo momento e ad uscirne più forte e consapevole di prima (e anche allegra come prima!)

    Ultima risposta di Dott.ssa Laura Pacelli il Martedì, 01 Settembre 2015
  • Alex79Pt
    INSONNIA
    Iniziata da Alex79Pt Martedì, 03 Marzo 2015 2 risposte

    Concordo con il collega Zucconi rispetto alla cura farmacologica: può intervenire solo lo specialista a cui si è rivolta per eventuali modifiche. Inoltre, prenda anche in considerazione la possibilità di affiancare un trattamento psicoterapico. Ci tenga al corrente delle sue decisioni.

  • babilosci
    come uscire dalla dipendenza da antidepressivi
    Iniziata da babilosci Giovedì, 31 Luglio 2014 2 risposte

    dopo 20 anni di cure penso sia legittimo non solo lo sfogo,ma voler provare altre strade...sono sempre stata una grande sportiva,corro 3 volte alla settimana e faccio 10 km collinari ogni volta,in inverno vado in palestra,ho il mio lavoro e i miei affetti sinceri,mi sento bene da più di un anno e la sospensione l'ho già fatta io gradualmente,senza l'aiuto di nessuno psichiatra...sono cresciuta e maturata in questi 20 anni e ho imparato a cavarmela con le mie forze...io so che voi dovreste seguire un paziente se decide la sospensione graduale dell'antidepressivo...non posso permettermi di pagare uno psichiatra privato,le parcelle sono troppo alte per le mie tasche e il servizio sanitario nazionale,almeno per quanto riguarda questo settore e nella mia città che è Bassano del Grappa,è assolutamente incompetente e mi creda che questo non è soltanto il mio parere,comunque la ringrazio per la cortese risposta

    Ultima risposta di babilosci il Lunedì, 04 Agosto 2014
  • kartika
    è possibile una soluzione?
    Iniziata da kartika Mercoledì, 14 Maggio 2014 2 risposte

    Martina, brutti momenti. Sono d'accordo con la collega Carderi. Non trascuri però di lavorare un po' sulla sua qualità di vita per recuperare le forze e tenga conto che pochi lo sanno ma l'omeopatia può aiutare davvero molto anche in queste sitazioni. Cordialità

    Ultima risposta di Dott.ssa Sara Ciastellardi omeopata, nutrizionista, medicina generale il Venerdì, 16 Maggio 2014
  • Charlotte7
    Aiutare un padre depresso
    Iniziata da Charlotte7 Lunedì, 05 Maggio 2014 1 Risposta

    La malattia inevitabilmente ci fa sentire impotenti Charlotte. Cerchi di stare vicino a suo padre per suo padre! semplicemente essendo se stessa senza forzature. Ascolti i tempi e i modi del suo papà e li faccia suoi se vuole avvicinarsi a lui.

    Ultima risposta di Fabio Pasca il Martedì, 06 Maggio 2014
  • barbarina
    sos
    Iniziata da barbarina Lunedì, 05 Maggio 2014 1 Risposta

    Salve Barbarina, ciò che racconta è pieno di emozioni e ha il sapore di qualcosa che non tornerà più. Non esiste un comportamento da attuare per far tornare una persona ferita e amareggiata. Ma visto che tutte le sue tentate soluzioni sono state fallimentari provi a fare l'esatto contrario. Indipendentemente da come vadano le cose cerchi uno psicologo che l'aiuti in questo suo momento di disperazione, che l'accompagni fuori da questo buio. Ritrovi se stessa!

    Ultima risposta di Fabio Pasca il Martedì, 06 Maggio 2014
  • venere
    consiglio....
    Iniziata da venere Venerdì, 13 Dicembre 2013 3 risposte

    grazie dottoressa....
    non mi sono mai rivolta a nessuno in primis x una questione economica....io pensavo fosse anke la pillola..

    Ultima risposta di venere il Mercoledì, 18 Dicembre 2013
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