Parlare di autismo in questi primi anni del terzo millennio, è parlare di un’epidemia.
Oggi si può affermare che un bambino su 150, sviluppa sintomi rientranti nello spettro autistico entro i primi due anni e mezzo di vita. Le cause di questa patologia sono numerosissime e diversamente combinate tra loro quando avviano le condizioni in grado di innescare i diversi quadri di autismo. La molteplicità di fattori predisponenti e scatenanti, nonché le diversità dei quadri clinici riscontrabili nell’ambito del cosiddetto spettro autistico, dovrebbero portarci a parlare di “autismi” più che di “autismo”. L’autismo è curabile? Uno dei luoghi comuni da sfatare è quello che considera l’autismo una malattia irrisolvibile, uno stato patologico dal quale non si esce.
Sono ormai numerosi i casi di “bambini usciti dall’autismo”, nonché quelli di soggetti che pur non recuperando completamente tutte le funzioni compromesse, riescono tuttavia a cambiare profondamente le loro caratteristiche di vita relazionale e sociale.

 

MASSIMO BORGHESE
Foniatra. Direttore “Centro Studio Diagnosi e Terapia dell’Autismo”. Milano. Verona. Napoli

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Categoria
Foniatria, logopedia e balbuzie
Creato
Sabato, 16 Marzo 2013
Amministratori Gruppo
Dario Di Pietro, Antonella, Prof. Dott. Massimo Borghese. Foniatra Otorinolaringoiatra, Isabel Zolli, aut
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  • Giotomma6606
  • Giotomma6606
  • Prof. Dott. Massimo Borghese. Foniatra Otorinolaringoiatra
  • MM59IT
    Disturbo multisistemico dello sviluppo pattern b
    Iniziata da MM59IT Domenica, 17 Aprile 2016 3 risposte

    Come risposta di interesse pubblico, le dico a chiare lettere che non sono d'accordo con iniziare prima la psicomotricità e poi la logopedia. E' una visione superata e smentita dai fatti, stando ai quali, se una logopedista è Logopedista con la L maiuscola e sa come approcciare un bambino, può e deve cominciare subito a lavorare sul linguaggio e per il linguaggio, gestendo nello stesso tempo (e non in momenti diversi!) anche gli aspetti comportamentali, sensoriali, cognitivi, prassici, comportamentali..., del profilo comunicativo del bambino. Questa è la mia concezione del tipo di intervento; mia e di chi lavora con me concependo questo modello a tutto campo e non "a fette successive".
    Ulteriori dettagli relativi oltre che alle modalità di intervento, anche al concetto di superamento della patologia, sono rinvenibili nel mio ultimo libro "Un bambino su cento ha l'autismo", che ho scritto anche allo scopo di rendere pubbliche e note tutte le informazioni aggiornate su che cosa si può realizzare in casi simili.
    Potete ovviamente contattarmi per discutere di aspetti personali del problema, che esulerebbero -giustamente- da un interesse di un forum pubblico.

    Massimo Borghese
    m.borghese@tin.it

    Ultima risposta di Prof. Dott. Massimo Borghese. Foniatra Otorinolaringoiatra il Giovedì, 21 Aprile 2016
  • diesel
    masticazione
    Iniziata da diesel Sabato, 08 Novembre 2014 1 Risposta

    Il lavoro sulle funzioni orali, e dunque anche masticazione e deglutizione, rientra nelle applicazioni dell'intervento logopedico. Andava pertanto inserito in logopedia questo tipo di riabilitazione. Una logopedista capace deve agire su masticazione e deglutizione, coinvolgendo attivamente anche i familiari del bambino, affinchè partecipino al lavoro da eseguire, e soprattutto lo ripropongano quotidianamente ad ogni pasto.

    Prof. Massimo Borghese
    Foniatra. Otorinolaringoiatra
    Napoli. Milano. Verona. Ginevra

    Ultima risposta di Prof. Dott. Massimo Borghese. Foniatra Otorinolaringoiatra il Mercoledì, 12 Novembre 2014
  • ric
    ricerche autismo
    Iniziata da ric Giovedì, 13 Febbraio 2014 0 risposte
  • fiammetta
    Autismo e terapie
    Iniziata da fiammetta Mercoledì, 16 Ottobre 2013 1 Risposta

    Colgo questa occasione per ribadire che di autismo non ce n'è uno solo. Il termine sindrome autistica comprende moltissime situazioni aventi in comune i sintomi fondamentali che portano alla definzione di autismo, ma alla loro base ci sono innumerevoli alterazioni anatomopatologiche, biochimiche, ormonali, neuromediatoriali..., aventi a loro volta migliaia e migliaia di possibili diverse origni, quali ad esempio quelle genetiche, infettive, tossiche, iatrogene (cioè da farmaci)...
    Tutto ciò porta tra i tanti significati che possono derivarne, anche l'impossibilità di generalizzare l'uso e l'utilità di un farmaco nei confronti di una sindrome troppo complessa per rispondere in maniera uniforme a un determinato provvedimento terapeutico.
    Dunque, prima di chiedersi se una sperimentazione funzioni, bisognerebbe rivolgersi a quel gruppo circoscritto di soggetti autistici, che potrebbe trarre ipotetici benefìci dall'uso di quel prodotto.

    Prof. massimo Borghese
    Foniatra. Otorinolaringoiatra
    Napoli. Milano. Verona. Ginevra

    Ultima risposta di Prof. Dott. Massimo Borghese. Foniatra Otorinolaringoiatra il Giovedì, 17 Ottobre 2013
  • cico
    mia figlia
    Iniziata da cico Lunedì, 06 Maggio 2013 2 risposte

    Sì, può anche essere così, però segnalo che i pediatri in genere rispondono sempre che non c'è da preoccuparsi, e questa frase l'ho sentita migliaia di volte, anche quando invece c'era da preoccuparsi... Con ciò non voglio metter paura al lister cico, però consiglierei un attento monitoraggio dello sviluppo della bambina riferendosi all'osservazione dello specialista foniatria, che è, appunto, lo specialista in fisiopatologia della comunicazione!

    Prof. Massimo Borghese
    Foniatra Otorinolaringoiatra
    Napoli Milano Verona

    Ultima risposta di Prof. Dott. Massimo Borghese. Foniatra Otorinolaringoiatra il Martedì, 17 Settembre 2013
  • fedemoro
    Metodo ABA
    Iniziata da fedemoro Martedì, 09 Luglio 2013 1 Risposta

    Dopo venticinque anni di lavoro nella riabilitazione dell'autismo, ho maturato l'idea che la validità e i risultati di un trattamento si collegano soprattutto a chi materialmente lo segue, ancor più e ancor prima di come si definisce il metodo. Con questo non intendo affermare che un metodo vale l'altro, ma l'importanza prioritaria andrebbe data alla scelta dell'operatore, alla sua preparazione, professionalità ed esperienza. Attualmente io affido gli autistici che mi vengono affidati per la riabilitazione, a terapisti accuratamente scelti e preparati allo scopo, indipendentemente dalla matrice metodologica di provenienza.

    Prof. Massimo Borghese
    Foniatra. Otorinolaringoiatra
    Napoli. Milano. Verona. Ginevra

    Ultima risposta di Prof. Dott. Massimo Borghese. Foniatra Otorinolaringoiatra il Martedì, 09 Luglio 2013
  • Massimo
    sviluppo ormonale e autismo
    Iniziata da Massimo Domenica, 09 Giugno 2013 2 risposte

    Ringrazio il Dott. Antinori per l'aiuto a postare correttamente le risposte alle domande. Colgo l'occasione per chiarire che sono solito rispondere entro la giornata alle domande postate, per cui quando non compare la mia risposta, è legittimo sospettare che abbia sbagliato le procedure di inserimento.

    Prof. Massimo Borghese
    Foniatra. Otorinolaringoiatra
    Napoli. Milano. Verona

    Ultima risposta di Prof. Dott. Massimo Borghese. Foniatra Otorinolaringoiatra il Lunedì, 10 Giugno 2013
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