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Uno dei principali problemi della moderna Ostetricia è la riduzione dei casi di Paralisi Cerebrale Neonatale: questa sindrome neurologica stabile, non progressiva, si manifesta nei primi anni di vita attraverso disturbi motori e dell’equilibrio, deficit delle funzioni intellettive e vegetative. Gli handicap conseguenti comportano un prezzo altissimo in termini di soffrenze umane e risorse per l’assistenza di chi ne è colpito.
Dall’anno 2002 l’Unità Operativa di Ginecologia e Ostetricia dell’Ospedale San Martino, diretta dal professor Nicola Ragni, ha introdotto l’elettrocardiografia fetale in travaglio di parto: la macchina fu inventata in Svezia negli anni ’70, lungamente testata prima sugli animali e poi sull’uomo. Fu introdotta proprio cinque anni fa, primi nel nostro Paese, anche dal Policlinico Gemelli di Roma e dall’Università di Perugia.
Attualmente il “San Martino” rimane l’unico ospedale della Liguria in cui è utilizzata questa tecnica diagnostica che permette di monitorare l’ossigenazione cardiaca del feto e ha integrato la cardiocotografia; dalla sua introduzione di s’è verificata una riduzione degli handicaps neurologici di circa il 70%; nel contempo è stato possibile razionalizzare l’uso del taglio cesareo, un tempo effettuato “in urgenza”, ed evitare così il rischio di complicanze per la mamma e il bambino stesso. “Con l’elettrocardiografia - ...
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