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Lo afferma Claudio Giorlandino, presidente della Società Italiana di Diagnosi Prenatale e Presidente del Forum delle Associazioni di Diagnostica Genetica e Riproduzione.
“E’ vero, come dicono in molti - spiega Giorlandino - che la RU486 non è un’aspirina. Ma gli stessi non dicono che il mifepristone contenuto nella pillola discussa ha creato, fino ad ora, molti meno danni dell’aspirina”.
“Mentre per l’aspirina, troppo liberalizzata - afferma - il numero delle complicanze possibili, come emorragie in vari organi ed apparati o i danni al sistema midollare, è tutt’altro che infrequente tanto che si contano centinaia di morti l’anno in tutto il mondo, nel caso del mifepristone contenuto nella RU486 i rischi per chi lo assume sono remoti . Sebbene nel luglio 2005 la Food and Drug Administration statunitense ha comunicato la morte di 4 donne (su oltre 500.000) avvenuta dopo la somministrazione di mifepristone, in tali casi non fu chiaro se i decessi fossero veramente attribuibili alla somministrazione della pillola abortiva oppure a contaminazione di un batterio, il Clostridium Sordellii, normalmente non pericoloso e spesso presente nella flora batterica intestinale. Non si è compreso perché (o a causa di cosa) questo batterio fosse divenuto aggressivo ma, sta di fatto, che dopo una maggiore attenzione ai preparati e nei casi di somministrazione orale tale evento ...
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