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Tecniche mini-invasive, tempi di recupero veloci e cicatrici inesistenti permettono di conciliare il lifting con sole e ombrellone. E con la medicina estetica le rughe sono "rimandate" a settembre.
Da qualche anno, grazie a tecniche mini-invasive e cicatrici sempre più nascoste, i mesi più caldi sono considerati i più adatti per concedersi qualche ritocchino senza rinunciare a mare e abbronzatura. «Fino a qualche tempo fa - dice Francesco Bernardini, oculista specializzato in oculoplastica, la chirurgia plastica dello sguardo, docente all'Università di Genova e unico membro italiano della ASOPRS (American Society of Ophthalmic Plastic and Reconstructive Surgery), la società americana di oculoplastica - pochissimi sceglievano di sottoporsi a interventi al viso nel periodo che va da giugno a settembre. Temendo di dover rinunciare a caldo e sole, preferivano rinviare in autunno. Oggi lo scenario si è ribaltato: molti approfittano della pausa estiva per un ritocchino prima di partire per le vacanze». Il merito è delle nuove tecniche mini-invasive, in uso ormai da anni negli Stati Uniti, che stanno lentamente prendendo piede in Italia. «Una delle difficoltà maggiori riscontrate tra i pazienti che vogliono sottoporsi a lifting o blefaroplastica è conciliare i tempi lavorativi con quelli del decorso post-operatorio - aggiunge Bernardini -. Non tutti vogliono sacrificare i ...
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