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Lo studio del rapporto tra cervello e corpo ed in particolare di un rapporto diretto tra cervello e mano è stato oggetto di interesse e di ricerche già dai primi anni dell’ottocento quando Charles Bell, ipotizzò l’esistenza di impulsi che partivano dal cervello per arrivare alla mano e l’esistenza di altri impulsi che effettuavano il percorso inverso .
Alle sue ricerche seguirono poi (solo per nominarne alcune) quelle del fisiologo Charles Sherrington e di alcuni suoi allievi che hanno permesso di capire che la scrittura è un particolare tipo di movimento effettuato dal corpo come reazione del cervello ad alcuni segnali interni od esterni ad esso; e quelle effettuate in Russia tra il 1930 ed il 1940 dal fisiologo Beirnstein e tra il 1970 ed il 1990 dal neurofisiologo finlandese Granit , che hanno riguardato in particolare l’organizzazione del sistema motorio nell’uomo, e che hanno portato a sostenere che nell’ideazione motoria dei movimenti complessi della mano viene attivata l’area supplementare motoria che risiede davanti alla corteccia motoria.
L’argomento è stato, inoltre, oggetto di interesse anche da parte dei maggiori maestri della grafologia da Klages per il quale “ la scrittura è la registrazione materiale del movimento dello scrivente, tutte le proprietà dell’immagine grafica possiedono le qualità del movimento che l’ha prodotto ”, a Padre ...
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