Nuovo approccio alla miocardite acuta

Mercoledì, 11 Ottobre 2017

Ridurre il numero degli esami invasivi per la diagnosi della miocardite acuta. È l'obiettivo dei medici del De Gasperis Cardio Center dell'Ospedale Niguarda di Milano, in collaborazione con i colleghi del Policlinico San Matteo di Pavia e del San Raffaele di Milano.
Nello studio pubblicato su Circulation, gli autori, guidati da Enrico Ammirati, hanno indicato la possibilità di un nuovo approccio diagnostico per quei soggetti a basso rischio che possono usufruire di tecniche meno invasive.

 


La miocardite è un'infiammazione del tessuto muscolare cardiaco provocata da diversi fattori. Alla base può esserci un'infezione, un'intossicazione o una reazione autoimmune dell'organismo. In molti casi, i pazienti non avvertono sintomi chiari della loro condizione, mentre in altri i soggetti soffrono di dolore toracico e aritmie.
Se nella maggior parte dei casi il disturbo regredisce, per alcuni pazienti è l'inizio di un aggravamento della funzione cardiaca che può portare anche all'edema polmonare o a uno scompenso acuto. In alcuni casi si rende necessario un trapianto di cuore d'urgenza.
«In questo studio», spiegano gli autori, «abbiamo analizzato gli esiti clinici e le variazioni della frazione d'eiezione del ventricolo sinistro (Lvef, valori normali >= 55%) in 187 pazienti consecutivi, ricoverati dal 2001 al 2016 presso l'Ospedale Niguarda di Milano o il Policlinico San Matteo di Pavia, con diagnosi di miocardite acuta, confrontando 55 pazienti che hanno presentato una miocardite fulminante (Mf) con 132 che avevano avuto una forma non fulminante (Nfm)».
«Studi precedenti suggerivano che, nonostante la presentazione drammatica, i pazienti con Fm potessero avere esiti migliori rispetto a quelli con Nfm, con maggiore probabilità di recupero funzionale».
Gli autori si sono concentrati sui pazienti con esordio dei sintomi entro 30 giorni dalla presentazione in ospedale. Hanno analizzato peraltro anche gli esiti a lungo termine.
«Il 25% dei pazienti con Mf è deceduto o è stato trapiantato d'urgenza nello stesso ricovero, mentre tutti i pazienti con Nfm sono stati dimessi senza necessità di trapianto», riportano gli autori. «Nel lungo periodo (9
anni) non si sono osservati eventi cardiaci o morte per altre cause nei
pazienti con Nfm. Tra quelli con Mf, un paziente - dimesso con un
dispositivo di assistenza cardiaca - è stato successivamente
trapiantato e tre sono morti per cause non cardiache. Pertanto,
diversamente da quanto osservato in casistiche dove il numero di Mf era
inferiore e l'inizio dell'osservazione era più tardivo rispetto all'esordio, la prognosi si è rivelata significativamente peggiore nelle Mf rispetto alle Nfm».
Inoltre, al momento della dimissione la percentuale di pazienti con Lvef inferiore alla norma (55%) era del 29% nei pazienti con Mf rispetto al 9% in quelli con Nfm. «Quindi anche dal punt di vista della funzione cardiaca le Mf hanno un esito peggiore delle Nfm», sottolineano gli autori.
Cosa significano questi risultati per la pratica clinica? Sottolineano l'importanza della risonanza magnetica cardiaca, una metodica «in grado di caratterizzare l'infiammazione del tessuto cardiaco e, nel tempo, la sua possibile evoluzione cicatriziale e di fatto utilizzata per confermare il sospetto clinico di miocardite. Nella casistica presentata in questa ricerca, 149 pazienti su 187 (80%) sono stati sottoposti a Rm, soprattutto quelli con Nfm (94%). In ogni caso i pazienti con miocardite acuta e significativa disfunzione cardiaca e/o sintomi di scompenso devono
essere riferiti rapidamente a un centro esperto nella diagnosi e trattamento dello shock cardiogeno».
Nei pazienti con compromissione funzionale la biopsia rimane raccomandata, mentre nei pazienti con funzione cardiaca normale o che tende a normalizzarsi è preferibile il ricorso alla risonanza magnetica.
«Gli esiti clinici e funzionali della nostra casistica, in particolare l'assenza di eventi anche a distanza nei pazienti con Nfm, dimostrano la validità di questo approccio», concludono i medici milanesi.

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Autore

Sperelli

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