L'ipnosi per intervenire in caso di fibrillazione atriale

Giovedì, 09 Gennaio 2020

All'Ospedale San Paolo di Savona è stato effettuato il primo intervento di ablazione della fibrillazione atriale con l'utilizzo dell'ipnosi a scopo analgesico.

 

In genere, durante l'intervento che dura anche 3 ore, è necessaria una politerapia farmacologica locale e sistemica. "Grazie all'ipnosi durante l'intervento è possibile ridurre drasticamente l'utilizzo di farmaci anestetici e analgesici e rendere la procedura ancor più tollerata. L'ipnosi clinica, è ancora oggi poco conosciuta e poco applicata in campo medico e in particolar modo durante le procedure interventistiche cardiologiche a scopo analgesico, ma le sue potenzialità sono straordinarie, in quanto si può ridurre al minimo l'utilizzo dei convenzionali farmaci e inoltre la procedura è resa molto più tollerabile. L'ipnosi in elettrofisiologia – dice il prof. Luca Bacino, che ha diretto l'intervento - è senza dubbio una novità a livello internazionale e il suo utilizzo sempre più estensivo potrà migliorare drasticamente il lavoro quotidiano del cardiologo interventista".
L'ablazione della fibrillazione atriale consente di curare gli episodi di aritmia e consiste nell'effettuare, attraverso il cateterismo cardiaco partendo dalle vene femorali, la deconnessione elettrica delle vene polmonari all'interno dell'atrio sinistro del cuore mediante l'utilizzo di energia a radiofrequenza, determinando una modificazione stabile delle caratteristiche elettriche del cuore.

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Autore

Sperelli

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