Il pacemaker biodegradabile

Martedì, 14 Giugno 2022

Presentato un nuovo sistema biodegradabile per il monitoraggio e il controllo cardiaco. Il pacemaker biodegradabile è stato illustrato da un gruppo di 45 ricercatori della Northwestern University di Evanston guidati da Yeon Sik Choi in un articolo pubblicato su Science.


«Il pacemaker riassorbibile fa parte di una rete di dispositivi wireless che mira a soddisfare l'esigenza ancora insoddisfatta di dispositivi di controllo e monitoraggio cardiaco minimamente invasivi», scrivono gli autori. La nuova tecnologia mette fine a una serie di limitazioni degli impianti attuali, dalla limitazione dei movimenti alla possibilità di infezioni, fino alla necessità periodica di rimozione del dispositivo o di sostituzione delle batterie.
Il team di Choi ha creato un dispositivo di stimolazione epicardica completamente bioriassorbibile grazie all’utilizzo di metalli idrosolubili e polimeri degradabili.
L'apparecchio è dotato di una rete integrata di sensori interfacciati con la superficie cutanea capaci di raccogliere e trasmettere dati a un modulo di controllo esterno tramite un collegamento Bluetooth.
Una volta assolta la sua funzione, il dispositivo si degrada nell’organismo e le interfacce esterne vengono scollate dalla cute eliminando in tal modo la necessità di una rimozione chirurgica.
«L'attivazione di impulsi elettrici in risposta al rilevamento di biosegnali ben definiti aggiunge un nuovo livello di complessità all'interfaccia uomo-macchina, ma una tecnologia così innovativa e dirompente è davvero pronta per essere utilizzata nella pratica clinica?», si chiede in un editoriale di commento Wolfram-Hubertus Zimmermann, direttore dell'Istituto di farmacologia e tossicologia, al Centro medico universitario di Göttingen, in Germania. «Prima di poterlo fare restano ancora diverse questioni chiave che devono essere affrontate. Tra queste il grado di affidabilità dei dati ottenuti, la possibilità di garantire sicurezza ed efficacia dei
dispositivi e la prevenzione di un uso improprio».

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Autore

Sperelli

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