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La soia riduce la mortalità

Lunedì, 10 Febbraio 2020

Assumere prodotti fermentati della soia come miso e natto ha un effetto positiva sul rischio di morte. Secondo uno studio apparso sul British Medical Journal, infatti, c'è un'associazione fra il consumo di questi prodotti, molto comune ad esempio in Giappone, e la riduzione del rischio di morte. Non a caso, il Giappone ha il tasso di longevità più alto al mondo.

 

«Tuttavia, non è ancora chiaro se i diversi prodotti a base di soia, in particolare quelli fermentati, siano associati a specifici effetti
sulla salute», afferma Ryoko Katagiri, del National Cancer Centre di Tokyo, primo nome dello studio.
I ricercatori hanno analizzato l'associazione fra diversi tipi di prodotti a base di soia, fra cui il natto - semi di soia fermentati con Bacillus subtilis – e il miso, semi di soia fermentati con Aspergillus oryzae, e tofu e la mortalità per ogni causa, in particolare per cancro, malattie cardiovascolari, malattie respiratorie e lesioni in 42.750 uomini e 50.165 donne di età compresa tra 45 e 74 anni. I partecipanti allo studio hanno compilato questionari dettagliati su abitudini alimentari, stile di vita e stato di salute, mentre i decessi sono stati identificati tramite registri residenziali e certificati di morte nel corso di un periodo di follow-up di quasi 15 anni.
Una maggiore assunzione di natto e miso è legata a una riduzione del 10% del rischio di mortalità per tutte le cause. In particolare, chi consumava natto mostrava un rischio di mortalità cardiovascolare inferiore rispetto alla media.
Non è emersa invece correlazione fra assunzione dei cibi e mortalità per cancro. Secondo gli scienziati, l'effetto positivo sarebbe determinato dalla ricchezza di fibre, potassio e componenti bioattivi dei prodotti fermentati.
Kayo Kurotani e Hidemi Takimoto, del National Institutes of Biomedical Innovation, Health and Nutrition di Tokyo, scrivono in un editoriale di commento: «Saranno comunque necessari ulteriori studi per affinare la nostra comprensione degli effetti sulla salute di questi cibi», concludono gli editorialisti.

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Autore

Sperelli

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