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OBECITY, AL VIA LA CAMPAGNA NAZIONALE: “L’OBESITA’ E’ UNA MALATTIA PIU’ CHE UN PROBLEMA ESTETICO”

Martedì, 15 Ottobre 2019

L’obesità è una vera e propria malattia e non solo un problema estetico. Ad essa sono infatti correlate molte gravi patologie come il diabete di tipo due, l’ipertensione, correlata ad ictus ed infarti del miocardio, la dislipidemia, l’aterosclerosi e i deficit cardiovascolari, ma anche malattie oncologiche.  Tra i diversi tipi di tumori più frequentemente correlati all’obesità quelli alla cistifellea, al fegato, al colon, al retto, all’esofago, al rene, ma anche tumori alle ovaie, alla cervice, all’utero, alla tiroide e tumori del sangue.  

Conseguenze che dovrebbero far riflettere doppiamente considerato l’alto numero di persone interessate al problema del peso in Italia. “Sono 25 milioni gli italiani in sovrappeso e 6 milioni gli obesi (+10% rispetto al 2001)” ha rivelato Michele Carruba, direttore del Centro Studi e Ricerca sull’obesità dell’Università degli Studi di Milano, nel corso della presentazione delle nuove tappe e iniziative del progetto Obecity, ideato da Sg Company, che nell’arco del 2020 intende sensibilizzare la popolazione italiana sul problema dell’obesità, attraverso alcune tappe in diverse città italiane a iniziare da Napoli, Bologna e Bari.  

Un problema quello dell’obesità che è determinato per più del 50% dalla genetica e per il resto dall’ambiente. “Un bambino su 10 in Italia è obeso e due su dieci in sovrappeso” dice Claudio Maffeis, pediatra e nutrizionista della Società italiana pediatria che sottolinea un triste primato nazionale.  

In Italia siamo infatti al primo posto per numero di bambini obesi e questo significa che nei prossimi anni aumenterà di conseguenza anche il numero degli italiani adulti obesi perché “un bambino obeso ha 80 probabilità su 100 di rimanere obeso. Per questo è fondamentale imparare a mangiare e muoversi” aggiunge Carruba. Anche perché tanto più si diviene obesi in età giovanile, tanto più le aspettative di vita si accorciano. Si stima infatti che un uomo che si ammala di obesità in età compresa tra i 20 ed i 40 anni perda fino a  9 anni di vita e una donna fino a 6 anni.   

Eppure la gravità del problema viene troppo spesso sottovalutata. Quasi sempre ci si mette a dieta per questioni estetiche, per piacersi di più, senza pensare alla salute. “Molti genitori (ma anche i nonni) non hanno la giusta percezione del peso corretto di un bambino. Rivolgersi al pediatra è fondamentale per identificare in tempo il problema”, spiega Maffeis. Un problema culturale che la campagna di Obecity intende affrontare attraverso un lavoro di sensibilizzazione che si avvarrà anche di alcuni strumenti utili pensati dall’Advisory Board composto da 10 esperti del mondo scientifico in ambito nutrizione e comunicazione, presieduto dal Prof. Michele Carruba. 

Tra questi strumenti il “metro-guida” che verrà distribuito a un pubblico dai 6 anni in su per tenere sotto controllo i centimetri del girovita e i corretti stili di vita. Un metodo semplice per capire se dobbiamo far scattare un campanello d’allarme per la nostra salute: il metro contiene le indicazioni di normopeso, sovrappeso e rischio obesità. In via generale  basta calcolare il giro vita e dividere il dato per la nostra altezza. “Se restiamo sotto il valore di 0,5 tutto bene, al di sopra dobbiamo invece prendere delle contromisure” spiega Claudio Maffeis.

Le interviste effettuate durante la presentazione del progetto in occasione della giornata mondiale di lotta all'obesità:

https://youtu.be/2jfwtfebVjs

 

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