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Un farmaco hi-tech per il disturbo ossessivo-compulsivo

Lunedì, 10 Febbraio 2020

L'intelligenza artificiale può facilitare la vita delle persone, ma anche rappresentare uno strumento prezioso per lo sviluppo di nuovi farmaci.

È il caso di DSP-1181, farmaco sperimentale della società farmaceutica giapponese Sumitomo Dainippon Pharma che, in collaborazione con la startup inglese Exscientia, testerà per la prima volta sull'uomo un trattamento per il disturbo ossessivo-compulsivo sviluppato grazie all'intelligenza artificiale.
Sono bastati 12 mesi (contro i 5 anni necessari in media) per arrivare a un primo trial clinico. Andrew Hopkins, amministratore delegato di Exscientia, commenta: «Abbiamo visto utilizzare l'intelligenza artificiale per la diagnosi e per l'analisi dei dati dei pazienti, questo invece è il primo uso diretto dell'Ia nella creazione di un nuovo medicinale.
Una pietra miliare nella scoperta di farmaci che potrebbe rivoluzionare in futuro lo sviluppo di nuove terapie».
Il farmaco è nato grazie ad algoritmi in cerca di potenziali composti, messi a confronto con un enorme database di parametri: «Ci sono miliardi di decisioni necessarie per trovare le molecole giuste ed è una decisione enorme progettare con precisione un farmaco - ha spiegato Hopkins -. Ma la bellezza degli algoritmi è che sono agnostici, quindi possono essere applicati a qualsiasi malattia».
«Questo è stato il primo anno in cui un farmaco è stato progettato dall'Ia, ma entro la fine del decennio tutti i nuovi farmaci potrebbero essere potenzialmente creati dall'intelligenza artificiale», ha concluso il professore.

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Autore

Eleonora

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