“Avrei voluto urlare”, l’ultima fatica della scrittrice Pietrina Oggianu, è un romanzo dove la necessità di vivere è più forte di qualsiasi dolore.

Mercoledì, 24 Novembre 2021

 

 

 

Un viaggio intenso e doloroso alla scoperta della fibromialgia, una malattia invisibile, confusa e diluita con altre patologie. È qui che si trova l’essenza di “Avrei voluto urlare” (Edizioni del Faro), romanzo scritto dalla nuorese Pietrina Oggianu, che ha vinto l’edizione 2021 del premio letterario nazionale città di Terni “Logo d’oro”. Un libro che nasce per raccontare i dolori, le emozioni, i traumi, ma anche le speranze di persone che si trovano a fronteggiare una patologia da cui difficilmente si guarisce.

"Sorride come se nulla fosse e invece vorrebbe urlare". Questo afferma la protagonista del racconto Pitty, alter ego dell’autrice, ferita dall'indifferenza di chi le passa vicino. Nelle pagine scritte da Oggianu non si trova traccia di un percorso di cura, piuttosto di un cammino della protagonista verso se stessa.

Nel suo peregrinare per il quotidiano, si chiede: "Come si fa a spiegare agli increduli, coloro che ti stanno intorno, i colleghi, qualcosa che non vedi?" Una malattia invisibile la sua, un morbo per lo più sconosciuto o, per meglio dire, ignorato. Rimosso con un gesto di fastidio come quando si scaccia una mosca. Morbo che intimorisce, di cui qualcuno preferisce negare l'esistenza, consegnando le persone colpite a una vita da anime sole, lamentose, incomprese.

E’ un lavoro introspettivo, quello della scrittrice sarda: Una continua ricerca del suo io e dal quale la sua penna fa uscire la protagonista a testa alta, che alla fine del percorso si scopre appagata dalla vita. Un romanzo che trabocca di esperienze di vita dove trovano spazio, alternandosi, gioia e dolore.

 

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