Il batterio New Delhi fa paura

Giovedì, 12 Settembre 2019

Finora sono 30 le morti sospette che si sono verificate in Toscana dall'inizio dell'anno a causa del batterio New Delhi. Di che si tratta?
"New Delhi è un particolare ceppo di Klebsiella, un genere di batteri Gram negativi che circolano negli ospedali da anni. Questo ceppo, emerso per la prima volta in India, è particolarmente insidioso perché multiresistente agli antibiotici. Dall'India ha iniziato a circolare nel mondo, e finora nel nostro Paese erano stati rilevati solo casi sporadici".


A spiegarlo è Gianni Rezza, direttore del dipartimento di Malattie infettive dell'Istituto superiore di sanità (Iss), ricordando come la Klebsiella sia un super-bug già di per sé insidioso, in particolare per i soggetti fragili.
La Klebsiella non causa particolari problemi nelle persone sane, ma può diventare pericoloso per chi è ricoverato in ospedale in terapia intensiva, in ematologia o in oncologia.
Il batterio si diffonde da un ospedale all'altro anche a causa dei pazienti che spesso vengono trasferiti in centri diversi. "L'Italia poi - ricorda Rezza - è maglia nera in Europa per il fenomeno dell'antibioticoresistenza, e le terapie intensive di tanti ospedali in tutta la Penisola sono state pesantemente colpite in passato da ceppi di Klebsiella multiresistenti. Il problema c'è e va affrontato. Per prima cosa attraverso un uso prudente degli antibiotici, e poi attraverso l'adozione e l'implementazione di procedure igieniche mirate in ospedale, come il lavaggio delle mani tra una visita e l'altra, disinfezioni regolari e tutte quelle misure in grado di contrastare il passaggio dei microrganismi".

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Autore

Sperelli

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