Il morbillo azzera il sistema immunitario

Mercoledì, 06 Novembre 2019

Quanto possano essere pericolose le teorie no-vax lo si può dedurre indirettamente anche da due studi pubblicati su Science e Science Immunology che hanno indagato gli effetti reali del morbillo.

 

Nelle persone contagiate, anche quelle che non accusano complicanze, il virus del morbillo causa l'eliminazione del 73% degli anticorpi che servono all'organismo per difendersi anche da altre malattie come l'herpes, l'influenza o la polmonite. Ciò rende i bambini colpiti dalla malattia esantematica molto più a rischio dei coetanei che non hanno subito l'infezione perché vaccinati.
Il primo studio, realizzato dall'Howard Hughes Medical Institute di Boston, dall'Harvard Medical School e dall'Erasmus University Medical Center di Rotterdam, ha esaminato con il test VirScan i livelli degli anticorpi diretti contro virus e batteri prima e dopo l'infezione da morbillo.
È emerso che la malattia aveva cancellato gli anticorpi da un minimo dell'11 a un massimo del 73%, a seconda dei casi.
Il secondo studio, realizzato dal Wellcome Sanger Institute e dall'Università di Amsterdam, ha analizzato 77 bambini protestanti non ortodossi non vaccinati. Anche in questo caso, l'analisi dimostra la perdita di specifiche cellule della memoria immunitaria, lasciando i bambini vulnerabili e incapaci di reagire a nuove infezioni.
«Si tratta di un’elaborazione con nuove tecnologie di qualcosa che sappiamo da tempo e cioè che il morbillo causa un’immunosoppressione profonda, che dura fino a due anni», commenta Alberto Mantovani, professore emerito di immunologia alla Humanitas University di Milano. «L’immunosoppressione causata dal morbillo è il motivo per cui abbiamo avuto in periodi recenti fino al 40% delle persone con morbillo ricoverate in ospedale con infezioni batteriche. Tutti questi agenti infettivi conoscono bene il sistema immunitario e sono professionisti nel sopprimerlo. La controprova di quello che dicono i due studi è che la vaccinazione contro il morbillo è associata alla protezione verso molte altre malattie infettive proprio perché previene l’immunosoppressione e lo stesso fa la vaccinazione contro il virus dell’influenza. Una delle informazioni sbagliate che continua a circolare è che le infezioni naturali siano un buon allenamento del sistema immunitario, non è vero».

 

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Autore

Sperelli

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