Il test sierologico per sapere se si è immuni al coronavirus

Martedì, 07 Aprile 2020

Si è parlato molto nei giorni scorsi dei nuovi test sierologici per la scoperta di un’eventuale immunità acquisita al nuovo coronavirus. È noto infatti che una larga percentuale di persone infette non si renda neanche conto di aver contratto il virus, mentre un’altra percentuale consistente sperimenta sintomi associabili a quelli di una leggera influenza.

Queste due categorie di persone – asintomatici e paucisintomatici – ovviamente non accedono ai tamponi per scoprire la positività al virus, ma una volta superata l’infezione rimangono nel loro sangue delle tracce, gli anticorpi che il sistema immunitario produce a difesa dell’organismo per un’eventuale nuova infezione. Ci sono virus - ad esempio quello che causa il morbillo - per i quali l’immunità acquisita – tramite l’infezione o il vaccino – è sostanzialmente permanente, altri che l’organismo “dimentica” dopo un po’ di tempo. Nessuno sa a quale categoria appartenga Sars-Cov-2, anche se altri tipi di coronavirus, responsabili ad esempio di semplici raffreddori, non producono immunità permanente nell’organismo umano.
Ora la multinazionale Diasorin sta per immettere sul mercato un test sviluppato nei laboratori di Saluggia, in provincia di Vercelli. Gli ultimi test sono stati realizzati al Policlinico San Matteo di Pavia e le ultime certificazioni potrebbero arrivare per la fine di aprile.
Fabrizio Bonelli, Chief Scientific Officer di Diasorin, ha dichiarato all’Ansa: “L’allarme generato dalla pandemia del coronavirus ci ha spinti inizialmente a lavorare a una soluzione di diagnostica molecolare che siamo riusciti a offrire in tempi rapidissimi ai laboratori ospedalieri. Ci siamo inoltre posti il problema – ha aggiunto Bonelli – di fornire anche un test immunodiagnostico che desse risposta alla necessità di condurre indagini epidemiologiche per stabilire la percentuale della popolazione esposta al virus in assenza di una diagnosi eseguita con i test molecolari su tampone”.
Il test avrebbe un costo inferiore ai 5 euro, mentre i risultati sarebbero garantiti già dopo un’ora. A regime, in Italia si potrebbero processare 500.000 test al giorno. Il test prevede un semplice prelievo del sangue, che viene fatto entrare in contatto con una proteina creata nei laboratori Diasorin, in grado di evidenziare la presenza o meno degli anticorpi.
Il test è di fondamentale importanza perché potrebbe consentire a una fetta rilevante della popolazione di tornare al lavoro e far ripartire così il paese, in attesa di un vaccino che risolva la situazione una volta per tutte.

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Autore

Eleonora

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