Covid, il vaccino di Oxford è ancora vivo

Lunedì, 14 Settembre 2020

Il vaccino di Oxford può ripartire. A dirlo è AstraZeneca, la casa farmaceutica che ne ha acquistato i diritti di commercializzazione, rendendo note le conclusioni dell’indagine realizzata da un Comitato indipendente di studiosi.

 

La sperimentazione era stata interrotta solo pochi giorni fa perché uno solo degli oltre 50mila volontari che avevano assunto il vaccino aveva manifestato una mielite trasversa, una grave infiammazione del sistema nervoso che avrebbe potuto essere collegata al vaccino.
Seguendo le raccomandazioni degli esperti della Medicines Health Regulatory Authority, gli scienziati hanno appurato che non esiste alcuna correlazione fra gli eventi e che quindi il trial clinico può riprendere in tutta sicurezza.
"Nel cammino di un candidato vaccino gli intoppi ci sono. Questa volta è stata data pubblicità alla cosa proprio per evitare dietrologie, trattandosi di una sperimentazione alla fine - sottolinea Piero Di Lorenzo, amministratore delegato dell'Istituto di ricerca Irbm di Pomezia, realtà italiana coinvolta nello sviluppo del vaccino contro Sars-CoV-2 di università di Oxford-AstraZeneca - Ma quando si fa un trial di Fase 3, siccome non sono volontari sani, ma anche con patologie importanti, è fisiologico e di routine che ci possano essere manifestazioni avverse. Poi nel 99,9% dei casi si dimostra che non c'è una relazione con il candidato vaccino. In questo caso, se ci fosse stato anche solo un dubbio la commissione si sarebbe presa molto più tempo".

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Autore

Sperelli

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