Obbligo di tampone per chi arriva dalla Francia

Martedì, 22 Settembre 2020

Il ministro della Salute Roberto Speranza ha deciso di introdurre l’obbligo del tampone per chi giunge dalla Francia, per la precisione dalle regioni francesi più colpite dalla seconda ondata di coronavirus, fra cui l’Ile de France, la regione di Parigi.

 

L’Italia ha preso la decisione in maniera unilaterale nonostante sia in campo da giorni un filo diretto fra Roma e Parigi per mettere a punto un sistema unico di controlli. Tuttavia, i circa 10.000 contagi al giorno che si registrano in Francia hanno accelerato i tempi, anche considerando che in Italia da mesi ormai non si superano i 2.000 contagi giornalieri. In termini di incidenza, siamo ormai a oltre 185 casi ogni 100 mila abitanti in Francia, contro i nostri 33,5.
In porti e aeroporti sono previsti i test antigenici, che danno un risultato abbastanza affidabile nel giro di 20 minuti. Molti però arrivano via terra, con auto e treni. Per questo, il ministero ha previsto anche controlli alla frontiera con inevitabili code in entrata nel nostro paese.
«I dati europei non possono essere sottovalutati. L’Italia oggi sta meglio di altri Paesi, ma serve ancora grande prudenza per non vanificare i sacrifici fatti finora», ha commentato su Facebook Speranza.
“Il rischio di avere casi d’importazione è elevato. Servirebbe una strategia più ampia, non solo dell’Italia nei confronti della Francia ma una visione dell’intera Europa per dare delle linee definite”. Lo ha detto il viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri, in un’intervista a InBlu Radio, il network delle radio cattoliche della Cei.
“Oggi è la Francia - ha aggiunto Sileri - ma domani i casi saliranno in Germania e poi in Inghilterra. Fino a quando non avremo un vaccino questo è ciò che dobbiamo aspettarci. Potremmo fare dei test all’aeroporto anche se il tampone negativo non porta il rischio a zero. L’alternativa è avere un tampone antecedente di 2-3 giorni la partenza. Questo significa convivere con il virus perché il rischio non può essere zero. Se tutti gli Stati facessero questo potremmo intercettare quei casi che potrebbero innescare dei focolai. Il rischio non sarà mai zero ma controllato”.

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Eleonora

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