Covid, difetti al cromosoma 3 possono aumentarne la gravità

Venerdì, 16 Ottobre 2020

Il sospetto che determinate condizioni genetiche possano favorire un’evoluzione negativa dell’infezione da Sars-CoV-2 circola da molto fra i ricercatori. Ora arriva una prima conferma grazie a un lavoro pubblicato su Nature da un team dell’Istituto tedesco Max Planck per l’antropologia evolutiva guidato da Svante Pääbo e Hugo Zeberg.

 

Secondo le conclusioni dello studio, i pazienti che presentano particolari sequenze genetiche localizzate sul cromosoma 3 rischierebbero più di altri di subire una forma grave di Covid-19. I geni incriminati sarebbero 6, tutti ereditati dai Neanderthal e quindi risalenti ad almeno 60.000 anni fa. Secondo le stime, la sequenza genetica è presente nel Dna di circa la metà dei soggetti in Asia meridionale e nel 16% degli europei.
Secondo i ricercatori tedeschi, chi ha ereditato il difetto genetico mostra un rischio 3 volte maggiore di dover ricorrere alla ventilazione meccanica. Le conclusioni sono basate sull’analisi dei dati genetici di 3.199 pazienti con forma severa di Covid-19.
Stando agli autori, la sequenza genetica è stata introdotta quando Homo Sapiens e Neanderthal si sono incrociati circa 60.000 anni fa.
Sul perché questa sequenza genetica eserciti proprio un effetto negativo, alcuni ricercatori ipotizzano un’influenza sulla capacità dell’organismo di produrre interferone, elemento fondamentale per contrastare gli stati infiammatori.

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Autore

Eleonora

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