Tampone il giovedì, discoteca il sabato

Mercoledì, 25 Novembre 2020

Stati Uniti terra di tendenze di ogni tipo. In California pare che i ragazzi non riescano proprio a rinunciare alla loro vita sociale, all’organizzazione di cene e feste. Per questo, sta prendendo piede un’abitudine apparentemente responsabile, ma che in realtà è priva di senso logico.


In sostanza, molti ragazzi il giovedì si sottopongono al tampone per l’eventuale diagnosi di infezione da Sars-CoV-2. In caso di negatività si sentono autorizzati a partecipare a feste o ad andare in discoteca il sabato successivo. Il tampone come una sorta di lasciapassare, una patente di immunità da sfruttare per non rinunciare al divertimento.
Le autorità sanitarie stanno cercando di far capire loro, però, che si tratta di un comportamento senza senso. Barbara Ferrer, direttrice del Dipartimento di Sanità Pubblica nella contea di Los Angeles, spiega: “Non funziona così. E non è affatto una buona idea". Innanzitutto, data la distanza breve fra tampone e uscita, c’è da supporre che i giovani si sottopongano a quello definito “rapido”, cioè quello antigenico. Il grande vantaggio della rapidità si paga tuttavia con una riduzione in alcuni casi significativa dell’affidabilità. Sono tanti i casi di falsi negativi, molti di più rispetto ai classici tamponi molecolari.
Inoltre, il tampone fotografa un momento preciso della salute del nostro organismo, vale a dire che è sempre possibile rimanere infettati dopo averlo eseguito oppure che sia stato eseguito troppo presto, quando l’eventuale infezione non è ancora rilevabile.
Infine, seppure il tampone dovesse certificare effettivamente la negatività del soggetto, ciò non garantirebbe la propria incolumità, che dipenderebbe con ogni evidenza dalla salute degli altri.

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Autore

Sperelli

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