Coronavirus, nuovi test rapidi affidabili ma c’è l’incognita delle varianti

Martedì, 12 Gennaio 2021

Molto più affidabili dei test antigenici rapidi, i nuovi test di terza generazione mostrano una sensibilità di poco inferiore a quella del tampone molecolare. Tuttavia, non si hanno dati certi sulla loro capacità di distinguere anche le varianti di Sars-CoV-2 che stanno prendendo piede.


"I vecchi test antigenici a immunodiffusione laterale hanno una sensibilità mille volte inferiore rispetto al tampone molecolare, mentre i test di terza generazione hanno sensibilità di poco inferiore, circa 5-10 volte, rispetto a quella del tampone", osserva il virologo Francesco Broccolo. “I primi rilevano solo un'alta carica virale, che corrisponde a quella dei cosiddetti superdiffusori del virus e hanno la necessità di una conferma, sia in caso di risultato positivo che negativo. Non si tratta, quindi, di test diagnostici".
I test di terza generazione sono invece diversi: "Sono test a immunofluorescenza con lettura in microfluidica. Sebbene abbiano una sensibilità circa dieci volte inferiore rispetto a quella dei test molecolari, sono comunque test diagnostici", osserva l'esperto.
I nuovi test hanno un costo di circa 50 euro e si basano come gli altri su un prelievo naso-faringeo. Il campione viene messo su una specie di microchip, che a sua volta viene inserito in un piccolo dispositivo portatile.
Anche questi test ricercano l’antigene legato alla proteina Spike: "Sappiamo che la nuova variante ha mutazioni nella regione S e di conseguenza il test potrebbe non vederle, rischiamo di avere dei problemi di falsi negativi. Un test del genere sarebbe andato bene in febbraio-aprile, ma adesso rischia di non essere affidabile, andrebbe continuamente modificato per rilevare anche le nuove mutazioni".

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Autore

Sperelli

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