Tamponi validi fino a 72 ore, i virologi non sono d’accordo

Venerdì, 17 Settembre 2021

Il contentino dato dal governo a Salvini con l’allungamento della validità del tampone a 72 ore - in cambio del super green pass per tutti i lavoratori, che assomiglia molto all’obbligatorietà - non riscuote i favori degli esperti.


Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università di Milano e direttore dell’Irccs Galeazzi, spiega che i test non possono essere considerati completamente affidabili: "Ci sono due tipologie di test diversi e sappiamo ormai che i test rapidi hanno qualche difetto di sensibilità nell'individuare positivi, mentre i molecolari hanno performance migliori e sono più affidabili. Ma, anche con questi, c'è un certo rischio di falsi negativi rispetto a chi è in una fase di incubazione della malattia".
"Sono molto perplesso su questo allungamento", spiega invece Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza. “Di fatto il tampone è una misura puntuale. Lasciare troppo spazio tra l'esito del tampone e la validità del tampone espone a rischi, per cui io sarei piuttosto prudente. Però questa è una risposta che darà il Cts. Secondo me - continua Ricciardi - col passare del tempo, l'attribuzione del green pass col tampone dovrebbe cessare. Ciò perché di fatto quello che succede con il green pass dato solo alle persone vaccinate o guarite è la certezza assoluta che all'interno di un ambiente non c'è la possibilità di infezione. Questo è molto importante con la variante Delta, che è completamente diversa e con una carica virale mille volte superiore rispetto a quella originale del virus di Wuhan, per cui se c'è un soggetto infetto all'interno di un ambiente la certezza dell'infezione è praticamente assodata e il rischio è di oltre il 60%".

 

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Autore

Sperelli

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