Pfizergate, ma il vaccino è sicuro

Lunedì, 08 Novembre 2021

In poche ore è diventato uno dei principali argomenti di discussione sui social media. Un articolo pubblicato martedì dal British Medical Journal (BMJ) ha fatto scoppiare lo ‘Pfizergate’, un presunto scandalo che rischia di portare un duro colpo alla reputazione del vaccino Pfizer/BioNTech.

 


L’accusa è quella di irregolarità nelle procedure seguite durante il trial clinico del vaccino Comirnaty da parte di Ventavia, una delle società esterne che si è occupata della gestione delle sperimentazioni del vaccino prodotto da Pfizer/BioNTech. Ma l’allarme, secondo gli esperti della fondazione Umberto Veronesi, non è tale da mettere in dubbio l’efficacia e la sicurezza del vaccino.
Come spiega l’autore dell’articolo, il giornalista Paul Thacker, le irregolarità sono state rilevate da Brook Jackson, “regional director” di Ventavia, nel corso di alcune settimane di settembre 2020, il periodo per il quale la ricercatrice ha lavorato per l’azienda. Jackson accusa Ventavia ‘poor practies’, ovvero di non aver seguito scrupolosamente i protocolli previsti.
“Ma quali sono queste ‘poor practies’? Secondo il racconto dell’ex-dipendente di Ventavia- spiega un articolo pubblicato sulla sito della fondazione Umberto Veronesi- si tratterebbe di errori procedurali relativi a siringhe smaltite in sacchi di plastica e non in contenitori; mancato monitoraggio continuo del vaccinato dopo l’iniezione ma normale attesa in sala d’aspetto; comunicazione degli eventi avversi avvenuta 3 giorni dopo e non uno, come da protocollo; nomi dei partecipanti scritti sui campioni e quindi potenzialmente identificabile il gruppo dei vaccinati da quello placebo; mancata effettuazione di alcuni tamponi per testare eventuali positività”.
Ventavia è una delle numerose società esterne che si è occupata di testare l’efficacia del vaccino Cominraty prodotto da Pfizer/BioNTech. A questa società sono stati affidati tre trial clinici sulle 153 sperimentazioni effettuate. In numeri assoluti, si tratta di circa mille pazienti su un totale di oltre 40 mila persone.
La natura di questi errori procedurali e l’esigua quantità delle sperimentazioni sotto accusa non può “indurre nell’errore di pensare che il risultato finale del trial clinico sia falsato. Sicurezza ed efficacia, infatti, stando agli errori procedurali, non sono in discussione”, sostiene la fondazione Veronesi.
“Le miliardi di dosi somministrate sino ad oggi parlano da sole: i vaccini, sicuri ed efficaci, stanno cambiando la traiettoria della pandemia”, conclude l’articolo.

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