Calano i ricoveri, 3 su 4 non hanno copertura vaccinale

Giovedì, 17 Febbraio 2022

La curva dei ricoveri comincia a scendere rapidamente: in una settimana il numero il numero dei pazienti Covid-19 ricoverati è diminuito del 17%. È quanto emerge dalla rilevazione della Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere (Fiaso) negli ospedali sentinella del 15 febbraio. Nei reparti ordinari la diminuzione dei pazienti, rispetto all’8 febbraio, si attesta al 16% mentre nelle terapie intensiva il calo è più consistente e arriva al 26%.

 

La riduzione dei pazienti, tuttavia, procede a ritmi differenti in base alle aree geografiche. Negli ospedali del Nord il calo dei ricoveri, sia nei reparti ordinari sia nelle rianimazioni, è stato del 29%, nelle strutture del Centro le ospedalizzazioni sono scese dell’11%, mentre al Sud e nelle Isole i pazienti si sono ridotti dell’8%.
La rilevazione targata Fiaso evidenzia inoltre come nei reparti ordinari i ricoverati ‘per Covid-19’, ovvero coloro che hanno sviluppato sindromi respiratorie e polmonari, costituiscano il 60% e si tratti per lo più di anziani affetti da altre gravi patologie. La percentuale di pazienti ‘con Covid-19’, invece, è pari al 40%: si trovano in ospedale per patologie internistiche o per essere sottoposti, pur da positivi al virus, a un intervento chirurgico. In rianimazione, invece, solo il 23% è ricoverato ‘con Covid-19’.
La Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere ha poi messo sotto la luce di ingrandimento la condizione vaccinale dei ricoverati con polmoniti da Covid-19, sia nei reparti ordinari sia nelle rianimazioni: circa il 72% dei pazienti che finiscono in ospedale non hanno affatto una copertura vaccinale o non ce l’hanno completa perché sono stati vaccinati da oltre quattro mesi e non hanno fatto la dose booster. A sviluppare sindromi respiratorie e polmonari tipiche della malattia da Covid-19 e ad avere necessità di ricovero, dunque, sono per oltre due terzi pazienti che non godono di una copertura vaccinale adeguata.
Il presidente di Fiaso, Giovanni Migliore, afferma che “oggi registriamo il primo netto calo dei ricoveri da tre mesi a questa parte. Al Nord, dove l’epidemia ha impattato maggiormente e dove la crescita era stata più repentina, la riduzione delle ospedalizzazioni è più decisa. Il dato di oggi è senz’altro il risultato delle misure di contenimento adottate: penso che l’introduzione del Green pass e dell’obbligo vaccinale per gli over 50, anche sul luogo di lavoro, abbia funzionato e possa continuare a essere utile”.
Secondo Migliore “non è ancora il momento di allentare l’attenzione, in particolare sulla campagna vaccinale, perché abbiamo ancora il 70% dei ricoverati che non ha completato regolarmente il ciclo di vaccinazione o addirittura non ha fatto neanche una dose. Il calo dei ricoveri non può giustificare la mancata somministrazione della dose booster perché il virus non è ancora scomparso”.
Scendono più lentamente, invece, i ricoveri dei pazienti pediatrici monitorati nei quattro ospedali pediatrici e nei reparti di pediatria degli ospedali sentinella che aderiscono alla rete Fiaso: in una settimana la percentuale di ospedalizzazioni si è ridotta dello 0,9%. Il 69% ha tra 0 e 4 anni, il 14% tra 5 e 11 anni, il 17% tra 12 e 18 anni. In particolare i neonati, da 0 a 6 mesi, costituiscono il 27% del totale e tra di loro solo il 45% ha entrambi i genitori vaccinati. Permane una significativa percentuale di casi, il 21%, di neonati ricoverati in cui entrambi i genitori non sono vaccinati. Nei casi rimanenti, il 34% ha solo il padre vaccinato.
Il presidente di Fiaso sottolinea infine che “praticamente il 55% dei neonati ricoverati vive in famiglie che non hanno una copertura vaccinale completa perché il padre o la madre o entrambi non sono vaccinati, eppure il virus è ancora in circolazione. I numeri ridotti degli ultimi giorni delle vaccinazioni pediatriche, inoltre, destano preoccupazione: il rischio è che di fronte al calare della tensione, possa seguire una minore adesione alla campagna vaccinale. Occorre continuare a vaccinare i bambini sopra i 5 anni per poter trascorrere serenamente i prossimi mesi”, conclude Fiaso.

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Autore

Sperelli

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