Rischio salmonella nei Kinder Schoko-Bons

Lunedì, 11 Aprile 2022

Chiuso per precauzione lo stabilimento di Arlon, in Belgio. Lo ha deciso la Ferrero dopo i casi sospetti di salmonella rinvenuta in alcuni lotti di Schoko-Bons, gli ovetti al cioccolato dell’azienda italiana.


“È sicuramente un fatto che rovina la sua immagine ma, allo stesso tempo, la decisione di Ferrero deve essere vista come una grande attenzione nei confronti dei consumatori. Perché le salmonellosi, tutte le tossinfezioni alimentari, rappresentano in qualche modo un aspetto che ha un rischio in ogni preparazione industriale, soprattutto se si tratta di prodotti come le uova e di tutto ciò che da esse derivano”. Lo spiega all’agenzia Dire il docente dell’Università Statale di Milano, Fabrizio Pregliasco.
“Ferrero - aggiunge il virologo - dimostra dunque una grande attenzione alla base, perché c’è una legge che riguarda la qualità, in questo caso degli alimenti, che identifica esigenze di controllo di qualità di tutta la filiera produttiva, che è presente non solo a livello aziendale, ovvero di una azienda produttrice, ma che è valida anche per ogni bar o per ogni ristorante in cui andiamo a mangiare, proprio per mantenere una filiera di igiene. La contaminazione, infatti, può avvenire nella fase produttiva ma anche in quelle successive legate alla distribuzione”.
La salmonellosi è una malattia infettiva che colpisce l’apparato digerente. “Le salmonelle - informa Pregliasco - sono batteri coinvolti in forme più o meno gravi attraverso vie di trasmissione feco-orale, perché si moltiplicano negli alimenti. Molte volte sopravvivono nel terreno e possiamo assumerli da un alimento in maniera inconsapevole. In altri casi, come la ‘salmonella typhi’, invece, si tratta di contaminazioni interumane”.
La patologia può provocare danni a livello intestinale, manifestandosi in varie forme come diarrea, mal di pancia e febbre. “Bisogna porre grande attenzione all’igiene e controllare le feci ma, in parallelo, su tutte le forme di salmonellosi è necessario fare grande attenzione alla gestione degli alimenti”.
Chi deve stare particolarmente attenti sono le persone più fragili e i bambini più piccoli. “La salmonellosi può assumere le caratteristiche di una infezione grave, perché in queste categorie di persone la forma diarroica può provocare disidratazione e, di conseguenza, un corto circuito che rende importante la patologia, con complicanze in alcuni casi molto rilevanti”.
Per individuare quanto prima questo batterio possono venire in aiuto indagini di laboratorio. “Vengono eseguite su campioni di alimento, su campioni di feci di un soggetto malato per capire se ci sia contaminazione o presenza della malattia. E il batterio può essere individuato in forme epidemiche sulla base del tempo di incubazione della malattia, che è di circa tre, quattro giorni, quando è causato da un episodio legato al mangiare, come ad esempio, le uova o una torta fatta e successivamente contaminata. Rimane la sintomatologia e ci vuole poi l’uso di antibiotici e di antidiarroici da valutare con attenzione”.

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