Occhi rossi e congiuntivite nei bambini

Lunedì, 16 Maggio 2016

Occhi rossi, secrezioni, prurito e bruciore: il bambino potrebbe avere la congiuntivite. Come si cura? Dipende dalla causa. Se è provocata da una semplice irritazione del margine della palpebra, può bastare un'accurata pulizia.

 

La congiuntivite è un’infezione della congiuntiva che ha prevalentemente origine virale, batterica o allergica. In tutti i casi i sintomi sono simili - arrossamento degli occhi, secrezioni, prurito, bruciore - ma diverse sono le terapie.

Che cos’è la congiuntivite

La congiuntivite è un’infezione della congiuntiva, una membrana che riveste la superficie esterna del bulbo oculare e contribuisce alla sua lubrificazione. Può interessare un solo occhio o entrambi.

Quali sono le cause della congiuntivite

Le congiuntiviti più frequenti possono avere origine batterica, virale o allergica. La forma più comune è la congiuntivite batterica perché il contagio è molto facile, visto che basta toccarsi l’occhio con una mano sporca o fare un uso promiscuo di asciugamani per esserne infettati. Non per niente i luoghi più a rischio contagio sono la scuola, grazie ai contatti stretti tra compagni, e l’ambiente domestico, dove è facile che l’infezione si passi tra i vari membri della famiglia.

Meno frequenti sono le forme virali, legate prevalentemente a infezioni da herpes. In costante aumento invece le congiuntiviti allergiche, di pari passo con l’aumento generale delle allergie. “Se prima le congiuntiviti allergiche si concentravano nella stagione primaverile, adesso se ne vedono in tutti i periodi dell’anno, complici probabilmente gli agenti inquinanti con i quali si viene a contatto continuamente”.

Come si manifesta la congiuntivite

I sintomi della congiuntivite, batterica, virale o allergica, sono pressoché gli stessi: secrezioni anche dense che rendono anche difficoltosa la completa apertura degli occhi, soprattutto al mattino al risveglio, arrossamento, prurito agli occhi. Dall’esame obiettivo in genere si riesce a distinguere tra le varie forme: in caso di dubbio si può fare un tampone che identifica il germe responsabile (e quindi consente di instaurare la terapia più indicata) o eventualmente dei test allergologici se si sospetta l’origine allergica.

Dal pediatra o dall’oculista?

A chi rivolgersi se si sospetta che il bimbo abbia la congiuntivite? “In linea teorica ci si dovrebbe rivolgere direttamente all’oculista, ma in pratica – forse anche per gli ovvi rapporti di consuetudine e fiducia – i genitori cercano prima di tutti il pediatra” i.

“Quindi è lui che, in caso di necessità, indirizza il piccolo paziente allo specialista. Fondamentale è comunque evitare l’autogestione della cura, con il rischio di utilizzare farmaci non appropriati o già scaduti perché in casa da molto tempo”.

Come si cura la congiuntivite

La terapia della congiuntivite cambia a seconda della causa che l’ha scatenata.“La congiuntivite batterica va curata con un collirio antibiotico” sottolinea l’oculista. “Si tenga presente che i sintomi generalmente tendono a migliorare già dopo circa 48 ore, tuttavia è necessario proseguire la terapia fino al termine, per esser sicuri di aver debellato il batterio.

Per la congiuntivite virale invece non disponiamo di un farmaco che direttamente colpisca il virus, per cui si prescrive una terapia locale con colliri antibiotici e anti-infiammatori allo scopo di contenere la sintomatologia e ridurre il rischio di sovrainfezioni.

Se si tratta di congiuntivite allergica si può prescrivere un collirio antistaminico. Ma in tal caso il bambino verrà preso in cura dall’allergologo, che valuterà un approccio globale al problema.

In tutti i casi si può associare un collirio al cortisone, che ha una rapida azione antinfiammatoria che placa i sintomi in poco tempo. Tuttavia va usato solo per brevi periodi e sotto stretto controllo dello specialista perché a lungo andare potrebbe provocare problemi anche seri, come cataratta, rialzo della pressione oculare o glaucoma”.

Come mettere il collirio al bambino?

Mettere il collirio ad un bambino non è mai un’impresa semplice: strizza gli occhi, sposta la testa ed ecco che il collirio finisce dappertutto tranne che nell’occhio. Come fare? Basta abbassare un po’ la palpebra inferiore per creare una piccola via d’accesso. E poi meglio mettere una goccia in più, così siamo sicuri di aver fatto entrare la dose giusta.

Pulire bene gli occhi?

Se il bambino ha la congiuntivite, è molto importante tenere pulito l’occhio dalle secrezioni, che favoriscono la sopravvivenza dei germi e quindi la loro proliferazione. Come pulirlo? In farmacia si vendono salviettine disinfettanti sterili specificatamente dedicate a questo scopo.

Un’alternativa casalinga consiste nel bollire un batuffolo di ovatta in un pentolino d’acqua, lasciarlo raffreddare e poi passarlo sull’occhio (usando due distinti batuffoli per occhio). “A volte accurata pulizia può da sola essere sufficiente a risolvere una congiuntivite che può essere provocata anche da una semplice irritazione del margine della palpebra”.

 

 

Fonte: http://www.nostrofiglio.it/ intervista al Dott. Luca Buzzonetti, Responsabile dell’Unità Operativa Complessa di Oculistica dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma.

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