Benessere e Salute a 360 gradi. La salute dipende da noi. News. Benessere e Salute a 360 gradi. La salute dipende da noi. News.

Long-Covid: sintomi e percorsi di riabilitazione

Domenica, 28 Febbraio 2021

La pandemia da covid19, tuttora non vinta, mentre ci si augura che il vaccino ponga al più presto la parola fine a questo virus contagioso e letale, presenta agli occhi dei medici e degli scienziati alcune incognite e aspetti oscuri o ignoti, tra cui è emerso il fatto che i pazienti guariti continuino a soffrire di alcuni disturbi anche per un lungo periodo di tempo.

Questa situazione patologica, che perdura nella fase di post-guarigione dal contagio e dall’infezione, è denominata Long-Covid. Mentre è evidente, sul piano diagnostico, che la malattia più grave collegata al virus pandemico in atto risulta inevitabilmente la polmonite bilaterale interstiziale, oltre a uno stato infiammatorio pesantissimo, si è venuti a conoscenza di un contesto sintomatico vario e multiforme duraturo, che sopravviene anche, e in molti casi, dopo che si usciti dal covid, ossia si risulta negativi. La sintomatologia, relativa a questa fase successiva all’infezione, una volta che si è guariti, si presenta sotto diversi quadri clinici: in particolare attinenti alla sfera delle patologie fisiche, neurologiche e psichiatriche. Ed ecco dunque che il paziente guarito dal covid soffre ancora: dolori muscolari, problemi alle articolazioni, difficoltà motorie, astenia, fame d’aria, palpitazioni, depressione, stanchezza cronica, mancanza di concentrazione, insonnia, perdita di memoria, prolungato stato di stress, disfunzione o perdita dell’olfatto e del gusto, per esempio, si riscontrano come tracce o conseguenze della pandemia, che ancora persistono e continuano a recare un disagio importante all’ex-contagiato anche dopo, protraendosi per un periodo di malattia vera e propria, che va dalle due settimane a 6 mesi, se non oltre. In genere, il personale medico definisce Long-Covid questa situazione patologica, che si trascina dopo la negatività accertata rispetto al virus, quando i sintomi sopraelencati perdurano per oltre due mesi. Ciò che si è assodato, riguardo alla pandemia, a poco più di un anno dalla sua comparsa, è che essa ha colpito organi vitali, i polmoni in primis, ma anche altre parti del corpo (i reni, il cervello, il cuore, i muscoli, le ossa), in modo tale che disagi, dolori, infezioni, fastidi e difficoltà di vario tipo (fisico, psichiatrico, neurologico) non cessino affatto di far soffrire il paziente, il quale, pertanto, non è guarito del tutto: strascichi del covid fanno ancora una certa e intensa pressione nel suo organismo. E persino gli anticorpi, sviluppati dal corpo umano in seguito alla reazione dell’organismo che diventerebbe finalmente immune al virus, possono costituire la causa scatenante questa sintomatologia post-guarigione. Risulta, inoltre, in base alle indagini mediche comprovanti, che donne e bambini siano vittime di questi fenomeni, al pari o anche più degli uomini, che siano entrambi i sessi anziani, giovani, più giovani ancora, o di mezza età. Tali sintomi al cospetto dei medici e degli specialisti, lasciano al momento interrogativi cui non si sa dare ancora una risposta. È emerso soltanto un dato di fatto: che il covid lascia alcuni strascichi di durata e intensità difficili da decifrare. Ed è sulla riabilitazione che la medicina si sta sforzando di intervenire per lenire o annullare quei sintomi. Succede, però, che tanti siano i pazienti abbandonati a se stessi dopo essere risultati negativi, ma che continuano a subire le conseguenze dell’infezione pandemica. L’Istituto Superiore di Sanità invita, tuttavia, il paziente, che dopo due mesi continua a soffrire di sintomi long-covid, a consultare il medico di base, il cardiologo, il fisiatra, lo psicologo, lo psichiatra o altri specifici specialisti. Saranno questi ultimi a definire un percorso di riabilitazione ad hoc. Questo tipo di risposta specialistica, a seconda del sintomo che perdura, consentirà di evitare la presenza sensibile di malati cronici in un prossimo futuro, anche quando il vaccino e le altre cure in oggetto avranno definitivamente sconfitto il covid19.

Non sei iscritto, partecipa a Okmedicina!

File disponibili

Nessun file caricato

Tour del sito

Chi è in linea