L’mRna punto di svolta per la cura delle malattie

Martedì, 06 Aprile 2021

Alla fine, forse ringrazieremo il coronavirus. Il ciclone pandemico che si è abbattuto sul mondo ha di fatto obbligato i ricercatori a tentare nuove strade per produrre vaccini in grado di fermare l’avanzata del virus.


I primi ad essere approvati sono stati quelli ideati da Pfizer/BioNtech e Moderna, che hanno un punto in comune, la tecnologia dell’mRna. Gli studi sull’mRna sintetico erano già in atto da anni, ma Sars-CoV-2 ha dato un’accelerata impressionante al suo sviluppo: «Il sogno sull’mRna si basa su un principio fondamentale incredibilmente semplice e ambizioso: la fabbrica di farmaci più grande del mondo potrebbe essere già dentro ognuno di noi», spiega Derek Thompson in un articolo su Atlantic.
Alla base di tutte le funzioni corporee c’è l’azione delle proteine. È l’mRna a indicare alle nostre cellule quali proteine produrre, di conseguenza intervenendo sull’mRna si può produrre qualsiasi proteina.
«Potenzialmente potresti produrre in serie molecole che si trovano naturalmente nel corpo per riparare gli organi o migliorare il flusso sanguigno. Oppure potresti richiedere alle nostre cellule di cucinare una proteina fuori menù, che il nostro sistema immunitario imparerebbe a identificare come invasore e distruggere», si legge nell’articolo. È in sostanza il funzionamento dei vaccini di Pfizer e Moderna: viene iniettato l’mRna con una sorta di “libretto delle istruzioni” per la produzione delle proteine che si trovano nelle punte del nuovo coronavirus. In poche parole, l’organismo produce frammenti di coronavirus, poi li cataloga e sviluppa gli anticorpi utili a combatterlo in caso di vera esposizione al patogeno.

 

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