L’estetica in oncologia migliora qualità di vita e adesione alle terapie

Martedì, 09 Luglio 2019

Trattamenti estetici mirati nelle donne colpite da cancro, in particolare quello al seno, sono in grado di migliorare nettamente la qualità di vita delle pazienti. Si segnala infatti una riduzione dei sintomi dolorosi e ansiogeni legati a lievi reazioni cutanee avverse correlate alla stessa terapia oncologica.


Meno stress si traduce in un migliore esito delle cure, maggiore adesione al trattamento e maggiore efficacia delle terapie.
A dimostrarlo sono i risultati di uno studio pilota condotto presso lo Spazio Benessere dell’Istituto europeo di oncologia (Ieo) di Milano
Lo studio ha coinvolto 170 pazienti, valutando in particolare quanto l'uso appropriato di specifici prodotti cosmetici fosse efficace nel migliorare la qualità di vita delle donne durante e dopo il trattamento oncologico.
I medici hanno considerato due parametri: la riduzione dei sintomi cutanei percepiti e quella degli stati d’animo negativi.
Per misurare i parametri, i medici si sono serviti di questionari validati, rispettivamente lo Skindex-16 e il Termometro del distress.
Il campione è stato suddiviso in due gruppi: 100 donne - il gruppo sperimentale - hanno ricevuto il trattamento previsto dal protocollo delle estetiste dell’Associazione professionale di estetica oncologica (Apeo) e hanno usato ogni giorno prodotti cosmetici specifici.
Altre 70 donne hanno formato il gruppo di controllo non ricevendo alcun trattamento estetico.
I questionari sono stati somministrati tre volte: al momento
dell'arruolamento e ai follow-up di una e quattro settimane. Dopo 28 giorni, l'applicazione dei protocolli effettuati da estetiste Apeo ha da un lato migliorato del 60% i sintomi cutanei percepiti, dall'altro ha ridotto del 53% il distress, con un cambiamento positivo del benessere psicofisico delle persone (SrQoL, Skin-related quality of life).
Gli stessi sintomi sono peggiorati nel gruppo di controllo. Risultati che confermano l’importanza dell’estetica oncologica nel quadro di un trattamento globale della malattia.
La tossicità cutanea (che può causare secchezza, prurito, bruciore) influisce infatti negativamente sulla qualità di vita, facendo crescere anche il disagio emotivo che a sua volta aumenta il rischio di interruzione della terapia oncologica.
«Mi aspettavo assolutamente questo risultato perché lo studio conferma l'esperienza di tre anni di lavoro su persone in terapia oncologica», dichiara Carolina Ambra Redaelli, coautrice dello studio e presidente Apeo. «Il risultato più importante è la riduzione dello stress e del senso di frustrazione che va di pari passo con il miglioramento dei problemi cutanei».
Fra i risultati migliori c’è quello relativo all’uso di un detergente ad hoc: «Potersi lavare il viso senza sentire bruciori, pizzicori e pruriti costanti è stato assolutamente importante per queste donne», specifica.
«L'obiettivo dello studio era togliere il sintomo, cioè ridurre il grado I, che si caratterizza per secchezza senza lesione e non è di competenza medica. Lo studio dimostra quindi che l'adesione del paziente al trattamento estetico appropriato, prevenendo le lesioni e mantenendo il buono stato dei tessuti, prima e dopo e durante il trattamento, migliora la qualità della vita ed evita che le lesioni peggiorino e diventino di competenza infermieristica o medica».
I protocolli Apeo sono stati messi a punto grazie alla stretta collaborazione di oncologi, psiconcologi, chirurghi plastici, fisioterapisti e docenti specializzati in cosmetologia.

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Autore

Sperelli

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