Troppo in forma per avere il cancro: diagnosi tardiva di tumore al seno

Lunedì, 02 Dicembre 2019

Una donna neozelandese di 35 anni ha ormai poche speranze di sopravvivere a un cancro al seno la cui diagnosi è stata ritardata per le sue condizioni fisiche apparentemente ottimali.

 

Lo scorso giugno Kate Callaghan – nutrizionista olistica – ha scoperto di avere un piccolo nodulo, ma in assenza di sintomi ha aspettato la fine dell'estate per farsi visitare. Il medico che l'ha vista ha però escluso qualsiasi problema date le sue “condizioni”: «Non rientravo nelle categorie a rischio. Sono salutare e relativamente giovane, senza una storia familiare di predisposizione al cancro. Inoltre, avevo allattato per quattro anni, cosa che dovrebbe prevenire il tumore al seno. Mi hanno visitata, tastato il nodulo, confrontato i due seni e mi hanno detto che non era nulla», ha spiegato la donna.
Kate ha però cercato un secondo parere che ha confermato le parole del primo, consigliando tuttavia alla donna di effettuare una mammografia ad ultrasuoni per sicurezza.
Dalla mammografia e dalla successiva biopsia è emersa l'amara verità: un cancro ormai diffuso al sistema linfatico. «È stato un incubo. Considerando che servono 50 giorni alle cellule del seno per riprodursi, io ne ho persi 60 perché non rientravo nelle categorie a rischio», ha detto la donna.
La diffusione del cancro al fegato ha disarmato i medici, pronti a effettuare una mastectomia con successiva chemioterapia. A quel punto, i medici che la seguivano le hanno suggerito soltanto cure palliative.
La donna non intende però arrendersi senza combattere fino in fondo, per questo ha deciso di recarsi presso il centro Hop4Cancer, in Messico, dove curano anche tumori in fase terminale con terapie immunitarie alternate a piccole dosi di chemioterapia.
«Il centro sta raggiungendo enormi successi. Il 92% dei loro pazienti sono al quarto stadio del cancro», ha detto Kate. La donna ha avviato una raccolta fondi che le permettesse di accedere alle costose cure (circa 70mila dollari), raccogliendo nel giro di poco oltre 200mila dollari.

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Autore

Sperelli

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