Cancro al polmone, osimertinib disponibile in Italia

Giovedì, 09 Gennaio 2020

AstraZeneca ha annunciato che da oggi in Italia è finalmente rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale anche in prima linea osimertinib, inibitore della tirosin chinasi (TKI) di terza generazione per il trattamento del tumore del polmone non a piccole cellule (NSCLC) localmente avanzato o metastatico con mutazioni del recettore del fattore di crescita epidermico (EGFRm).

 

Osimertinib è una molecola in grado di agire sia a livello delle mutazioni sensibilizzanti di EGFR sia a livello della mutazione di resistenza T790M, dimostrando inoltre una importante attività clinica a livello delle metastasi a carico del sistema nervoso centrale.
La molecola, già disponibile in Italia per il trattamento in seconda linea dei pazienti con NSCLC EGFRm, aveva già ricevuto l'approvazione in oltre 70 paesi, tra cui Stati Uniti, Giappone e UE, per il trattamento di prima linea.
Osimertinib è attualmente in fase di studio come terapia nel setting adiuvante (studio ADAURA), nel setting della malattia localmente avanzata non resecabile (LAURA) e in combinazione con la chemioterapia (FLAURA2) e con altri potenziali nuovi farmaci (SAVANNAH, ORCHARD).
Il Prof. Filippo de Marinis, Direttore della Divisione di Oncologia Toracica all’Istituto Europeo di Oncologia (IEO) di Milano ha commentato: “La rimborsabilità di osimertinb per il trattamento di prima linea del tumore del polmone non a piccole cellule con mutazione di EGFR è il frutto dei risultati dello studio FLAURA nel quale, per la prima volta, una terapia ha dimostrato un vantaggio così importante in termini di sopravvivenza globale e sopravvivenza libera da progressione. Questo riconoscimento conferma il posizionamento di osimertinib come nuovo standard di trattamento in questo setting”.

La Prof.ssa Silvia Novello, Ordinario di Oncologia Medica al Dipartimento di Oncologia dell’Università di Torino e Presidente di WALCE, ha aggiunto: “Un importante traguardo per i pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule con mutazione di EGFR, che potranno dunque accedere a questo trattamento subito dopo la diagnosi con benefici in termini di sopravvivenza ma anche di sicurezza e tollerabilità, elementi importantissimi per la qualità di vita dei pazienti”.

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Autore

Sperelli

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