La biologia computazionale va alla ricerca dei punti deboli del cancro

Mercoledì, 07 Aprile 2021

Una mappa dei bisogni essenziali del cancro per trovare nuovi bersagli terapeutici. Puntano a questo i ricercatori del Wellcome Sanger Institute e del Massachusetts Institute of Technology di Cambridge, che hanno lanciato su Nature il nuovo progetto Cancer Dependency Map.

 

Per redigere una mappa completa sarà necessario spegnere 20.000 geni e valutare l’attività di 10.000 farmaci in circa 20.000 modelli di cancro. I ricercatori misureranno come le inattivazioni cambiano la vitalità, la morfologia, l’espressione genica e altre caratteristiche tumorali.
«Quasi 15 anni fa scienziati e medici hanno deciso di caratterizzare i genomi dei tumori di migliaia di pazienti attraverso progetti su larga scala come il "Cancer genome atlas" e l'"International cancer genome consortium», spiega Iain Mattaj, direttore dello Human technopole, a Milano. «Lo sviluppo e l'applicazione della maggior parte dei farmaci antitumorali approvati negli ultimi dieci anni hanno beneficiato dei dati generati da questi sforzi. Tuttavia, meno di un quarto delle persone con i tumori più comuni beneficia oggi della medicina di precisione. Per questa ragione abbiamo deciso di aderire al progetto».
«Il nostro obiettivo è audace: vogliamo valutare in laboratorio l'effetto dei farmaci e dell'intervento sui geni in ogni possibile tipo di cancro e rendere i dati accessibili ai ricercatori e agli esperti di intelligenza artificiale di tutto il mondo», commenta, tra i promotori dell'iniziativa, Francesco Iorio, bioinformatico, team leader presso il Wellcome Sanger Institute e group leader presso il Centro di ricerca in Biologia computazionale dello Human technopole.
Lo Human Technopole si concentrerà sui tumori cerebrali grazie alla collaborazione del Centro di Neurogenomica guidato da Giuseppe Testa.
«Finalmente le tecnologie che oggi abbiamo a disposizione, dall'editing del genoma con la tecnologia Crispr-Cas9 all'informatica, rendono possibile questa sfida. A condizione però di avere risorse e ricercatori a sufficienza: per questa ragione oggi lanciamo questa 'chiamata alle armi' ai nostri colleghi e a possibili finanziatori. Il contributo dei bioinformatici sarà molto importante: non solo perché solo grazie ai computer saremo capaci di leggere, conservare ed elaborare l'enorme mole di informazioni derivanti da questo progetto ma anche perché dovremo fare in modo che tutti i centri coinvolti raccolgano dati secondo standard appositamente creati che li rendano comparabili tra loro e integrabili».
Per crescere, un tumore ha bisogno in vari modi di un gene, di una proteina o di un’altra caratteristica molecolare. Si tratta di una vulnerabilità, un punto debole genetico sul quale sviluppare una possibile terapia.
Il progetto "Cancer dependency map" ha l’obiettivo di mappare in maniera sistematica queste vulnerabilità in migliaia di modelli di cancro diversi, nelle diverse fasi dello sviluppo della malattia e in diversi quadri clinici.
A differenza degli studi di sequenziamento genetico, il progetto non si limita a mappare il Dna, ma analizza ciò che succede se si interviene su di esso.
Nella fase iniziale del progetto sono stati identificati oltre 30 bersagli farmacologici sui quali sono stati avviati studi clinici ad hoc. Nella seconda fase del progetto vi sarà un’espansione del numero di modelli di cancro studiati. Verranno anche sperimentate nuove strade terapeutiche, ad esempio la ricerca di farmaci che promuovano la senescenza, ovvero la condizione in cui le cellule vivono ma non si riproducono più. Applicata alle cellule tumorali, la terapia consentirebbe di fermare l’avanzata del cancro, rendendolo una condizione cronica con la quale convivere.

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Autore

Sperelli

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